INTERVISTA AD ANGELO FUNICIELLO Il Tulipano

3 06 2010

Quando l’indifferenza produce un grande movimento

Ci sono incontri che cambiano la vita, come l’incontro che l’ingegnere Angelo Funiciello ebbe 11 anni fa con il sistema mafia-politica. Era il lontano 1999 quando Angelo,che al tempo controllava,con la moglie Daniela Cavalli, due concessionarie Ford, una a Bergamo e l’altra a Treviglio, viene invitato dalla casa madre a cedere queste aziende ad un uomo di fiducia della stessa Ford Italia, di nome Lorenzo Busetti. L’invito, o meglio l’intimazione a cedere le concessionarie, gli arriva dal dottor Andrea Formica,presidente di Ford Italia, che stranamente diventerà successivamente vice presidente della Toyota Europa: un incarico di maggior prestigio senza dubbio, forse il premio per aver affossato con la sua gestione la Ford Italia,concorrente della Toyota? Angelo e Daniela non si sono arresi e hanno lottato per evitare che il lavoro di trent’anni venisse spazzato via, come successo a tanti altri concessionari della Ford, da una strategia che faceva pensare all’autodistruzione. La dura battaglia legale ,in sede civile, che hanno dovuto affrontare per vedere riconosciuti i propri diritti è tuttora ad un punto morto; il  caso si è arenato al tribunale di Roma (il famoso porto delle nebbie)dove dopo 8 anni è ancora in fase istruttoria. In un nulla di fatto si sono anche trasformate le loro denunce penali alle Procure ed all’Antimafia! Nonostante Angelo abbia chiesto aiuto anche alla politica, nonostante un’interrogazione scritta al Parlamento Europeo ed una al Parlamento Italiano,  nessuno ha voluto occuparsi concretamente del suo caso. Cosi Angelo, che in questa battaglia ha perso la compagna di una vita,la moglie,morta nel 2009 per un tumore causato secondo i medici dal forte stress cui è stata sottoposta, ha deciso di rivolgersi all’unica forma libera di informazione rimasta nel nostro Paese: alla RETE. Essendosi reso conto che il suo caso è parte integrante del problema fondamentale dell’Italia ha aperto il sito/blog www.funigiglio.net , per il ‘Risveglio Etico Sociale  contro le mafie sommerse dilaganti’ e ha accettato di rilasciare un’intervista al “Tulipano” per parlarci di questa sua battaglia.

Angelo, prima di tutto grazie per avere accettato di parlarci della tua storia. Prima di essere coinvolto in prima persona in questa vicenda dai contorni oscuri e che apre scenari inquietanti, avevi mai avuto sentore che ci fossero commistioni tra mafia,politica e mondo degli affari?

A. Il sentore l’ho sempre avuto ,penso come tutti, ma con la convinzione che si andasse verso un risanamento. Invece purtroppo c’è stato un peggioramento notevole e inarrestabile.

Dove hai trovato la forza di lottare e di non arrenderti? Perché non hai semplicemente detto:ecco, prendetevi tutto ma lasciatemi vivere in pace?

A. La forza è naturale, ma anche enorme, in persone che hanno come valori di riferimento la Dignità Umana, la Giustizia, il senso del Dovere verso i Figli, insomma in  persone quali mia moglie ed io eravamo: si muore ma non ci si arrende mai! Inoltre quando una persona viene privata di tutto con metodiche mafiose e rimane senza nemmeno i mezzi economici per vivere e con la famiglia distrutta, l’ ipotesi di ‘vivere in pace’, cioè tranquillamente, come se non fosse successo niente, non viene neppure presa in considerazione.

Come hai vissuto in questi anni di lotte giudiziarie? Hai continuato a lavorare?Le tue concessionarie che fine hanno fatto?

A. All’inizio sono stato molto male. Per anni non ho dormito ed ho subìto due ricoveri d’urgenza al Pronto Soccorso. Quando nell’aprile dell’anno scorso è morta mia moglie, tra i miei amici ha iniziato a serpeggiare l’idea che anch’io me ne sarei andato presto. Il mio lavoro ora consiste nel seguire le procedure legali, che è estremamente difficile ed avvilente, e nello sviluppare Funigiglio, la mia iniziativa in rete per il bene di tutti che si sta espandendo grazie al ‘passaparola’. Le concessionarie sono in liquidazione, chiuse ed inattive; la più importante (85 dipendenti) è in Concordato Preventivo Fallimentare. Al loro posto ci sono quelle di Lorenzo Busetti, ora in fallimento (scioperi dei dipendenti con picchetti ai cancelli).

Nicola Gratteri a “Che tempo che fa” disse che in Italia non c’è una volontà politica seria di combattere le mafie: sei d’accordo con lui?

A. Sono molto d’accordo con lui. L’esperienza maturata in questi anni, riguardo ai problemi ed ai comportamenti mafiosi, ed i rapporti che ho avuto con diversi politici, di diversi partiti, mi hanno portato ad una conclusione veramente tragica: la strategia mafiosa, che è maledettamente efficace, consiste nel fingere di combattere la mafia, dando un’immagine opposta a quella che è la realtà – nessuno va veramente contro sé stesso –.Come quando si condanna il ‘pizzo’, e si prendono provvedimenti contro gli imprenditori che non lo denunciano, mentre nessuno considera le estorsioni dell’azienda intera! Estorsione chiaramente molto più grave e più distruttiva del ‘pizzo’. Questo nonostante che il sottoscritto denunci da anni di essere vittima di questa estorsione, sia nelle Procure, sia all’Antimafia, sia in Rete! Senza avere la benché minima risposta o considerazione!! Da notare che avevamo anche avuto proposte “salvifiche” da parte della mafia, che ci ha proposto di ‘lavorare insieme’, cui ci siamo risolutamente opposti; parole testuali di mia moglie: “piuttosto morta, ma con la mafia non voglio avere niente a che fare!!” Da queste semplici constatazioni e connessioni scaturisce il senso di quanto si siano sviluppate ‘in lungo, in largo,ma soprattutto in alto’ queste mafie sommerse e occulte, cosiddette dei ‘colletti bianchi’.

Allora hai capito la ragione che era alla base dell’operato, che sembrava autodistruttivo, della Ford Italia e del suo presidente Andrea Formica?

A. Quello che ho capito io, con una certa sicurezza e basandomi anche sui dati ufficiali divulgati dal Presidente della Commissione Antimafia è quanto segue: ogni anno le mafie sommerse riciclano, prevalentemente al Centro-Nord Italia, denaro illecito pari a 130 miliardi di Euro , mediante “ una organizzazione criminale integrata nella società”. Questi dati mozzafiato sono perfettamente coerenti con le estorsioni-predazioni di azienda, molto numerose ed accuratamente occultate, e con la facile conclusione cui si arriva: in tale situazione di massiccia concorrenza sleale ed azione impositiva assoluta, anche se normalmente senza violenza fisica, da parte delle mafie dei colletti bianchi, non è possibile per qualsiasi azienda, e quindi per qualsiasi concessionario auto, lavorare indipendentemente dalle mafie stesse. Per la Ford, così come per le altre marche, il problema di vendere auto in Italia si inserisce in questo contesto.

Nell’articolo sulla mafia dei colletti bianchi che ho letto sul tuo blog affermi che “solo una rinata coscienza civile dei liberi cittadini può gettare basi per una vera rivoluzione”. In questi 11 anni quanta coscienza civile hai visto in giro?Chi ti ha dimostrato maggiore solidarietà?

A. Ho visto poca coscienza civile, ma l’ho vista crescere tra i giovani ed in Rete. Sono convinto che appunto la Rete sia la nostra arma migliore, poco controllabile dalle mafie, ma che noi dobbiamo usare molto, anche attraverso il ‘passaparola’. Per questo ho dato vita all’iniziativa FuniGiglio, con il suo sito/blog. La maggiore solidarietà l’ho avuta dalle persone veramente oneste.

Un’ultima domanda. Adesso com’è la tua vita?

A. Adesso la mia vita è molto attiva e vivo con la soddisfazione di essere utile agli altri. Soffro per l’assenza fisica di Daniela, che però sento vicina spiritualmente. Anche se soffro mi conforta pensare di poter essere utile ad altri e non ho mai nutrito  sentimenti di odio o di vendetta verso alcuno. La vita è dura, ma può essere molto bella e ricca di soddisfazioni !

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2 responses

21 09 2010
Gino e Zionela

comprendiamo e condividiamo, in quanto vittime come il sig. Funiciello di reati contro il patrimonio, come tantissime famiglie le cui dite sono state depredate da colletti bianchi con l’indispensabile appoggio di funzionari corrotti.
Incollo sotto il link di un elenco di dite (oltre duecento) coinvolte nel caso di un comitato d’affari che si era formato all’interno di un tribunale italiano, imprese distrutte e spolpate fino all’osso

http://www.casosannino.com/vittime/

16 04 2011
ales

In Italia ci vorrebbero molte più persone come l’ing. Funiciello. Gli unici che possono rifondare questo paese sempre più marcio.

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