Il Tulipano 26 Luglio 2010

26 07 2010

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YOU CAN BE HERO TODAY – L’editoriale di Kevin de Bois

26 07 2010

Qui sull’arida schiena
Del formidabil monte
Sterminator Vesevo,
La qual null’altro allegra arbor nè fiore,
Tuoi crespi solitari intorno spargi,
Odorata ginestra,
Contenta dei deserti.

Non me ne voglia il Tulipano ma questo è l’inizio della lirica con cui Leopardi ci parla della Ginestra unica pianta che riesce a fiorire anche nei terreni più ostili come quello delle distese laviche pietrificate delle pendici di un vulcano. Il contenuto simbolico che si attribuisce all’immagine della Ginestra è quello dell’Umanità che dovrebbe imparare ad affrontare la vita con orgoglio, accettando con dignità il suo destino, spogliandosi della superbia e, senza sottomissione o presunzione far invece leva sul senso della solidarietà e collettività come sola via di salvezza per difendersi dalla Natura ostile rappresentata dal Vesuvio che con le sue eruzioni distrugge ciclicamente tutto ciò su cui vomita la sua lava. E’ grazie ai semi delle altre piante, quelle sopravvissute, che la ginestra arsa al suolo, con ostinazione può rinascere. Trovo che tra noi ci siano alcune ginestre, poche ma ci sono. Osservo invece, almeno per quello che vedo tra le persone che conosco, che ci sono troppe piantine grasse da appartamento. Furbi, finti tonti e oche giulive, che sanno solo vivere arrendendosi, nel salotto del loro commentarsi addosso e tra i loro simili il quadro socio-economico-politico del momento. Che rimandano ogni reazione nell’attesa di un famigerato leader di turno che si profila in lontananza : si stava meglio quando si stava peggio e non esistono più le mezze stagioni ecc ecc. In questo secolare rimandare ci stiamo perdendo sul principio fondamentale che il leader siamo noi. Presi singolarmente ma soprattutto insieme. Anche tu che stai leggendo. Ogni giorno. Fratello con fratello, spalla a spalla. Ognuno con le sue doti o talento. Se solo sapessimo riscoprire la forza nascosta che si cela in noi e nella moltitudine. Se solo capissimo che solo aiutandoci reciprocamente possiamo vincere le sfide e gli ostacoli che da sempre attanagliano l’Umanità. La storia ci ha fatto conoscere uomini che sono considerati straordinari, il sistema ci vuole mediocri, ma l’Eroe dorme dentro ognuno di noi. Cosa accadrebbe se ce ne rendessimo conto ?





ANGELI CONTRO DEMONI Di Jessica Molinari

26 07 2010

Scrivere di un fatto accaduto nel 1998, potrebbe sembrare anacronistico. Ma quanto successe la notte del 7 ottobre di quell’anno a Laramie (Wyoming) scosse gli Stati Uniti, e il dibattito è ancora vivo in tutto il mondo.

Matthew Shepard , 01.12.1976 – 12-10-98 , era un bellissimo studente universitario. Si dichiarò gay, mentre studiava in Svizzera e si innamorò per la prima volta. Fu un percorso difficile perché nella terra dalla quale proveniva, essere gay significava avere peccato, essere diverso, essere chiamato faggot (frocio). Durante il periodo in Svizzera, fece un viaggio in Marocco e venne picchiato violentemente da degli omofobi. Questo evento lasciò un segno indelebile nella sua memoria. Una paura continua che provocò frequenti attacchi di panico. Dopo un breve periodo a Denver, dove divenne il bersaglio di alcuni vicini di casa omofobi, decise di tornare a casa a Laramie e di iscriversi alla facoltà di scienze politiche dell’università Wyoming.

Matthew Shepard incontrò Aaron James Mc Kinney e Russell Arthur Henderson in un bar. Era da poco passata la mezzanotte. Matthew era attento, sapeva che ogni giorno poteva correre il rischio di essere attaccato perché gay. I due nuovi conoscenti lo seguirono nel bagno e gli dissero di non preoccuparsi, di non aver timore, perché anche loro erano gay. Sollevato e rassicurato, Matthew accettò un passaggio fino a casa da Mc Kinney e Henderson. Non poteva immaginare quanto gli sarebbe successo. I due non erano gay, i due volevano derubarlo e picchiarlo. E così fecero. Lo picchiarono a tal punto da procurargli una frattura alla nuca fino all’orecchio destro. Parte del suo cervello fu danneggiato tanto da non riuscire a regolare il battito cardiaco, il respiro , la temperatura corporea e altre funzioni vitali. Infine, legarono Matthew ad una staccionata e lo lasciarono solo, in una pozza di sangue. Ci vollero diciotto ore. Per diciotto ore, Matthew rimase attaccato ad una staccionata. Venne ritrovato da un passante e soccorso. Senza mai riprendere conoscenza,  il 12 ottobre morì.

Ma il calvario per Matthew e per la sua famiglia era appena iniziato. Matthew era morto. I genitori erano e sono distrutti dal dolore. Al funerale, oltre agli amici di Matthew, c’era un gruppo di persone che protestavano. Un gruppo capeggiato dal pastore della Chiesa Battista di Westboro (WBC) , Fred Phelps. La WBC è sempre stata al centro di polemiche in Usa. Fred Phelps, la sua famiglia e altri seguaci picchettano continuamente funerali gay, funerali di vittime dell’Aids, gay pride,  e funerali di militari americani. Credono che tutti i fatti negativi accaduti nel mondo siano causati dai gay, e da chi li appoggia, perché tutti peccatori. Credono che Dio voglia punire gli uomini per questi peccati e lo fa con la tragedia dell’ 11 settembre (“grazie a Dio per il 9/11”), lo fa con lo tsunami del 2004 uccidendo molti svedesi (popolo gay friendly), e lo fa uccidendo i militari americani in Iraq (perché gli Usa sono aperti al mondo gay).

I cartelli colorati di questo gruppo sono spesso presenti ai concerti di giovani cantanti che difendono i diritti dei gay (ultimamente Lady Gaga) , lungo le strade, nei pressi dei funerali, e campeggiano come vero e proprio incitamento all’odio. I gay non vengono mai chiamati tali, ma in maniera dispregiativa “fags” diminutivo di faggots (froci). Faggot deriva dal latino fascis e nel 16° secolo veniva utilizzato dagli inglesi per definire le donne “brutte e vecchie”.

“Dio odia i fags”, “ L’AIDS cura i fags”, “ I fags muoiono,  Dio ride” sono solo alcuni dei loro slogan preferiti.

Durante il processo Mc Kinney – Henderson, Fred Phelps decise di picchettare davanti al tribunale. Al solito i suoi sostenitori gridavano insulti e mostravano i caratteristici cartelli. Ma Romaine Patterson decise di organizzare una contro protesta. Gli amici di Matthew si vestirono con tuniche bianche, e indossarono lunghe e ampie ali bianche. Uniti, formarono un cordone, e riuscirono a coprire tutti i cartelli di Phelps. Gli amici non gridarono nulla, aprirono le loro ali e dando le spalle ai contestatori, sorridevano mentre le lacrime scivolavano copiose sui loro volti.

Questa contro protesta venne chiamata Angels action e venne riproposta in altre situazioni, anche se con meno successo.

In quei giorni, Coretta Scott King (moglie di Martin Luther King) scrisse ai genitori di Matthew, Judy e Dennis, per esprimere il proprio cordoglio e con la speranza che i diritti civili includano in futuro, i diritti dei gay e delle lesbiche.

Durante il processo, la difesa tentò diverse strategie, ma quella maggiormente sostenuta fu la momentanea incapacità di intendere e volere causata dal panico gay. La reazione violenta era dovuta al volersi difendere dalle avances sessuali di Matthew. In seguito testimoniarono di essere stati anche sotto l’effetto della droga, ma questa versione venne subito scartata.

Henderson testimoniò contro Mc Kinney evitando la pena di morte e ricevette una doppia condanna a vita, senza possibilità di rilascio anticipato per buona condotta. In seguito venne il momento di dover giudicare Mc Kinney. L’accusa avrebbe voluto chiedere la pena capitale. Ma i genitori di Matthew decisero che per onorare la morte del figlio, non avrebbero voluto una condanna a morte. Il padre di Matthew durante il processo si rivolse direttamente a  Mc Kinney dicendo: “Mr Mc Kinney, Le sto garantendo la vita, per quanto sia difficile per me, lo faccio per Matthew. Ogni volta che Lei celebrerà il Natale, un compleanno, o il 4 luglio, si ricordi che Mattew non potrà farlo. Ogni volta che si sveglierà nella sua cella, si ricordi che quella notte Lei aveva l’opportunità, e la capacità di fermarsi. Ogni volta che Lei vedrà il suo compagno di cella, si ricordi che Lei aveva una scelta, e Lei ora sta vivendo quella sua scelta. Lei mi ha derubato quanto di più prezioso, e non La perdonerò mai. Mr Mc Kinney, io Le offro la vita in memoria di chi non può più vivere. Le auguro una lunga vita e ringrazi Matthew ogni giorno per essa”.

Le proteste del pastore Phelps continuarono durante il processo. Chiese al consiglio cittadino di  erigere nel Parco Casper ,un monumento di granito o marmo, dell’altezza di 5- 6 piedi. Ai piedi del monumento l’immagine di Shepard e una targa in bronzo che doveva riportare le seguenti parole “Matthew Shepard, entrato nell’inferno il 12.10.1998, in spregio all’avviso di Dio “non avrai con maschi relazioni come si hanno con donna: è abominio.” Levitico 18:22”. Naturalmente la richiesta del pastore non venne accolta.

Grazie all’intervento di Dennis Shepard , Mc Kinney ottenne la stessa condanna di Henderson.

Dal 1999 i due assassini stanno scontando la loro condanna.

Cosa successe dopo la tragedia di Matthew Shepard, simbolo ormai della lotta contro l’omofobia?

I genitori di Matthew crearono la Matthew Shepard Foundation con lo scopo di rimpiazzare l’odio con la comprensione, la compassione e l’accettazione, attraverso diverse iniziative, partecipazioni a convegni, riunioni e gay pride.

In vari teatri del mondo va in scena The Laramie Project uno spettacolo teatrale di Moisés Kaufman che raccoglie 200 testimonianze sulle reazioni della popolazione di Laramie, la località dove avvenne l’assassinio di Matthew. Nel 2002 la HBO produsse un omonimo film e nello stesso anno fu premiato al Sundance Film Festival.

Nel 2009 Barack Obama riuscì ad estendere la legge federale in materia di crimini per pregiudizio includendo individui, gay, lesbiche e disabili, dieci anni dopo i vari tentativi di Bill Clinton. Durante il mandato Bush la legge non venne approvata. In compenso nel 2007 il presidente Bush firmò rapidamente il Decreto per il Rispetto degli Eroi Caduti Americani in risposta ai picchettaggi di Phelps durante i funerali  dei militari uccisi in guerra. Decreto che chiaramente non può essere valido durante i funerali delle vittime di AIDS.

Phelps e la sua famiglia continuano nella loro protesta quotidianamente e promuovono i loro picchettaggi attraverso il sito www.godhatesfags.com .

Attualmente i Phelps sono stati banditi dall’ Inghilterra, in quanto considerati istigatori alla violenza.

Fino al 2003 in molti Stati americani la sodomia (sesso anale etero e omosessuale) veniva punita con la galera, da 1 mese fino all’ergastolo, e con una multa. Nello stato del Kansas (dove abita Phelps), fino al 2003 la sodomia veniva punita con 6 mesi di prigione e/o una multa fino a 1000 dollari.

Lo stato che maggiormente ha modificato le proprie leggi in materia è stato il Massachusetts. La sodomia aveva una pena da 5 a 20 anni di prigione. Nel 2003 venne abolito il reato di sodomia e attualmente si celebrano i matrimoni gay e l’adozione è concessa a tutti, individualmente e come coppia sposata. Gli stati più severi con il reato di sodomia sono stati l’Idaho (prevedeva anche l’ergastolo), la Louisiana (fino a 5 anni), il North Carolina (fino a 10 anni), South Carolina (fino a 5 anni) e il Massachusetts.

Le leggi, i regolamenti aiutano. Ma ciò che difficilmente si riesce a cambiare è la mentalità. Alcuni modi di pensare sono radicati di generazione in generazione e si trovano in ogni posto del mondo, anche quello considerato da molti il più democratico, gli Stati Uniti d’America.

Per visitare la fondazione di Matthew : www.matthewshepardfoundation.org





ITALIAN BEAUTY – Kevin de Bois

26 07 2010

Alla fiera di Petalum in California qualche mese fa si è svolta la 22esima edizione dell’annuale World’s Ugliest Dog, la manifestazione che elegge il cane più brutto del mondo. Ad aggiudicarsi il singolare premio, che si traduce in una vincita per oltre 1000 dollari e una serie di forniture di mangime gratis, è stata Princess una femmina di chihuaua dal pelo plumbeo come il cielo delle giornate peggiori, dalle gambe disuguali che ne comportano un andamento claudicante sotto il peso della gobba che rovina sul collo proteso in una posa storpia verso l’alto in cui si erge il muso sfigurato oltretutto da un occhio semichiuso, che le conferisce un aspetto che sembra mimare imprecando il suo destino beffardo. Solo qualche mese prima, Princess era stata adottata da una commessa del supermarket della zona, tale Kathlenn Francis che l’aveva sottratta al vagabondaggio e alla compagnia delle pulci e instaurando da subito – immaginiamo – un’amicizia tutta farcita di affetto, cure e attenzioni. Mostro deriva dal latino Mònstrum = Monès-Trum ovvero cosa straordinaria, cosa contro natura e da cui Monère = mostrare, avvertire. Il concetto di Bellezza è stato accuratamente affrontato nella storia della letteratura e della filosofia.  Bello, sotto l’aspetto estetico è tutto ciò che rappresenta l’armonia e l’equilibrio delle forme. La bellezza, in quanto tale, ha anche ossessionato da sempre l’uomo. I belli e i perfetti , nella idiozia dell’esaltazione della purezza della razza tutta Hitleriana erano innalzati a modello esistenziale. Lo studio del marketing e del merchandising  dei giorni nostri tende ad esaltare e amplificare oggetti comuni in confezioni colorate e accattivanti per attrarre gli acquisti e sedurre i consumatori.  Ascoltando una parte del ceto politico e del suo Cesare ci arrivano messaggi inequivocabili che sottolineano  e promuovono le qualità esteriori di determinati soggetti  – preselezionati dall’uomo del monte – considerati belli (e quindi degni di importanza) a dispetto dell’avversario, politico, specie se femmina, e quindi notoriamente più sensibile alla provocazione, ritenuto bruttino e quindi indegno di una pari opportunità e inefficace-a-prescindere per colpa delle sue forme sgraziate nel far valere la sua.  Lo sappiamo tutti, lo verifichiamo quotidianamente e quel che è peggio accade anche con una certa disinvoltura. Neanche fossimo nell’osteria sotto casa. Assistiamo alla solita scena recitata con poca arte ma molto di parte, mimata da un meschino gioco di sorrisi (e canzoni ) tipico da “consigli per gli acquisti”, che sa già che tutto può e che tutto ottiene. A tutto svantaggio del pubblico. Perché pagante, perché addomesticato, perché solo compiacente. Ma perché accade questo? Perché architettare questa strampalata impalcatura comunicativa da Italian Beauty? Semplice : perché deve sembrare che tutto funzioni. Deve sembrare che tutto funzioni, perché manca la sostanza. Quando si sa già che si manca in qualità, ecco che arriva il trucco. Deve arrivare il trucco. Forza! Un po’ di fard! Un po’ di rimmel! Un po’ di smalto! Arrivi presto il costumista che ti metta l’abito pieno di strass. Bisogna entrare in scena. Il pranzo è servito. Poco importa se paghiamo un conto salato per due olive scondite. A  livello “ontologico” per la filosofia greca invece valeva l’equiparazione BENE = BELLO = VERO. Potrei anche affrontare l’argomento ma cavoli, è troppo tardi per parlarne : al supermercato Platone non si trovava più sugli scaffali. Ai posteri l’ardua sentenza, a noi, le scatole vuote.





Lo spettacolo dell’indecenza

26 07 2010

Normalmente, quando si viene clamorosamente scoperti con le mani in pasta, si possono avere una serie di diverse reazioni: ci si può inventare istintivamente una balla clamorosa, ad esempio affermando che si erano ricevuti favori ed appartamenti a propria insaputa, oppure ancora si può tentare la via del finto “mea culpa”, ammettendo di essere stato un emerito “babbeo” per aver frequentato “pitreistici” personaggi estremamente discussi e discutibili, oppure ancora ci si può chiudere in un omertoso silenzio, sperando che qualcuno, conscio di questo, veda e provveda a tempo debito.  E infatti, con le varie piccole differenze caso per caso, nelle ultime settimane questo “copione” non è stato comunque disatteso dai tanti personaggi trovatisi coinvolti nei recenti scandali.

Ciò che lascia veramente interdetti e che va fuori da ogni schema di logica e di buon senso è la reazione della politica, o almeno di una parte di essa.

L’unica cosa certa è che in un contesto come quello delle ultime settimane, con interi pezzi del Governo e della maggioranza che cadono sotto gli impietosi colpi degli scandali giudiziari e delle vecchie e nuove inchieste, sarebbe lecito (un termine poco gradito nei palazzi, di recente) aspettarsi  da parte delle forze politiche coinvolte una riapertura della cosiddetta questione morale, verosimilmente con delle nette prese di posizione nei confronti dei soggetti più palesemente coinvolti in quel turbinio di malaffare, corruzione e deviazione massonica  scoperto dalla magistratura all’ombra delle istituzioni tra le più autorevoli dello Stato. Invece ancora una volta si assiste all’ennesimo, opposto teatrino dell’indecenza, assolutamente bipartisan. Lo stato maggiore del PDL infatti vuole fuori dal partito una volta per tutte il finiano Granata, vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia e tra i più duri nel condannare gli episodi di corruzione e malaffare in seno alla maggioranza. L’accusa questa volta è l’aver constatato che la negata protezione per il pentito Spatuzza, a firma del sottosegretario Mantovano con il parere contrario di ben tre procure,  sia dimostrazione di scarso interesse del Governo nel voler appurare i fatti sulle stragi del ‘92. Ovviamente è parso inaccettabile che una simile verità potesse essere denunciata da un esponente di quella stessa maggioranza di governo composta da “probi viri” come Cosentino, Scajola, Dell’Utri o Verdini. La realtà è che dietro il tiro al bersaglio su Granata c’è il voler mettere ai ferri corti il Presidente della Camera, chiamato ora ad esprimersi sulle parole di uno dei suoi uomini più fidati. Insomma, la lotta intestina, tra uno scandalo e l’altro, continua ed è destinata ad inasprirsi.

Se da un lato un claudicante PDL prende le distanze da chi punta il dito contro il marciume interno e difende invece a spada tratta le sue parti più putrescenti,  dall’altro c’è però chi nonostante tutto porge una comoda stampella nel nome di una vecchia amicizia: il PD. Attualmente  il partito di Bersani sembra aver assunto tratti schizofrenici: le mozioni di sfiducia condivise e la recente richiesta di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P3  stanno creando finalmente dei risultati tangibili di indebolimento dell’esecutivo sul fronte della legalità, però contemporaneamente si offre al medesimo il salvacondotto di un ipotetico governo di larghe intese in accordo con i centristi dell’UDC,  probabilmente scaricando proprio l’IDV, da sempre in prima linea sul fronte della legalità e della questione morale. E’ quanto meno curioso che Bersani quindi accetti l’ipotesi di andare al Governo con quegli stessi personaggi  verso cui il suo partito muove mozioni di sfiducia e critiche pesantissime, pur sapendo quanto malaffare aleggi attorno i medesimi.  La domanda a questo punto è semplice: per il PD i criminali sono tali sempre o almeno fino a quando rubano, oppure lo sono solo fino a quando lo fanno da soli?

Valerio Barnaba





INTERVISTA A MAURIZIO BOLOGNETTI

26 07 2010

Maurizio Bolognetti fa parte della Direzione Nazionale di Radicali Italiani ed è Consigliere dell’Associazione Coscioni. Bolognetti si batte da anni perché la sua terra non diventi l’immondezzaio d’Italia. La Basilicata, terra bellissima ricca di boschi e sorgenti, è oggetto da ormai molti anni di “attenzioni particolari” da parte di gruppi industriali e poteri politici che hanno trasformato la regione in un mostro che uccide i suoi abitanti. Un mostro dai mille tentacoli.

L’inceneritore Fenice, di proprietà della francese EDF è a San Nicola di Melfi ed è il più grande inceneritore d’Europa. Da almeno 30 mesi inquina la falda acquifera del fiume Ofanto con mercurio e alifatti clorurati cancerogeni, nel silenzio colpevole delle amministrazioni locali.

L’inquinamento degli invasi di Montecutugno-Camastra-Pertusillo, proprio per le analisi effettuate su questi invasi insieme al tenente di polizia Di Bello(sospeso e senza stipendio da mesi), Bolognetti è stato indagato per concorso in violazione del segreto istruttorio dalla Procura di Potenza e nel marzo di quest’anno è stato disposto dalla medesima Procura la perquisizione della sua abitazione(sede dell’associazione radicali lucani) e il sequestro del materiale informatico presente all’interno. Dalle analisi delle acque dei tre invasi, che forniscono acqua potabile a Lucania e Puglia, è emersa una contaminazione da colibatteri fecali ma anche da bario, segno del cattivo funzionamento dei depuratori, ma anche della presenza di elementi che derivano dall’estrazione del petrolio. In base alla convenzione di Aarhus ciò che riguarda l’ambiente e la salute dei cittadini non può essere sottoposto a segreto, eppure le denunce sono partite lo stesso.

La valle dell’Agip in Val D’Agri c’è il più grande giacimento petrolifero in terraferma d’Europa, da cui si estrae circa l’80% del petrolio italiano per un valore di 20 MILIARDI di dollari.Le estrazioni però non vengono effettuate in un deserto, ma in un’area ricca di boschi e falde acquifere. Secondo il dottor Pino Laveglia, medico condotto di Grumento Nova, a pochi passi dai pozzi di petrolio, “Il petrolio ha portato l’inquinamento delle acque, l’inquinamento dei terreni, l’inquinamento dell’aria”, con conseguente aumento esponenziale delle malattie tumorali e delle malattie respiratorie che affliggono un numero sempre maggiore di persone che abitano in quella zona( ma un po’ tutta la Basilicata ha un’incidenza tumorale nettamente superiore alla media nazionale). Nell’aria vengono emesse dosi massicce di idrogeno solforato e di biossido di azoto, nelle falde acquifere, durante la fase di perforazione, vengono riversati mercurio,cadmio e bario, mentre nel terreno vengono iniettati liquidi tramite un pozzi di reiniezione che può stimolare eventi sismici in una zona ad alto rischio terremoti.

A Ferrandina, in Val Basento, c’è la Mythen che ha  scaricato in passato sostanze inquinanti nel Basento; a Rotondella(MT) c’è l’impianto di deposito di scorie radioattive del centro ITREC, senza controlli adeguati e a Tito scalo c’è ancora la vasca fosfogessi dell’ex liquichimica, che doveva essere bonificata già da anni e che invece spande i suoi veleni nei terreni e nelle acque circostanti. Chi di voi vuole trasferirsi in Basilicata?

Maurizio ha scritto un dossier sulla grave situazione ambientale della Basilicata, consultabile sul sito http://www.radioradicale.it/una-basilicata-avvelenata-dalla-mala-politica-il-dossier

E ha accettato di rispondere alle mie domande

-Perché secondo te è dal 2001 che la qualità delle acque degli invasi è sempre più scadente?Prima non veniva monitorata o nel frattempo è successo qualcosa?

In Basilicata, per ammissione della stessa Aato e di Aql, la rete di depurazione presenta delle “criticità”, ma il problema non è rappresentato solo dal cattivo funzionamento dei depuratori. Nel 2001, la Metapontum Agrobios, in uno studio commissionato dalla Regione, segnalava la presenza di Ipa(idrocarburi policiclici aromatici) nei sedimenti della diga del Pertusillo. Nell’area del Senisese, dove troviamo uno dei più importanti bacini idrici d’Europa, la Diga di Montecotugno, ci sono paesi come Castronuovo Sant’Andrea le cui fogne scaricano a cielo aperto. I monitoraggi delle matrici ambientali acqua, terra e aria nell’area della Val D’Agri sono stati, a dir poco, carenti, e stiamo parlando di un’area dove viene estratto circa l’80% del petrolio italiano. La Val D’Agri non è il deserto del Sahara, ma un’area delicatissima dal punto di vista idrogeologico, ricca di sorgenti e dove è presente un importante invaso: la diga del Pertusillo. Perforare pozzi in prossimità di importanti bacini idrici è qualcosa di insensato. Gioverà ricordare che il 20 novembre del 2008 il Corpo forestale dello Stato sequestrò la sorgente Acqua dell’abete, che è tributaria dell’invaso della Camastra; a monte della sorgente c’è un pozzo dell’Eni denominato Cerro Falcone2.

-Come è possibile che la Calabria e la Basilicata siano le uniche due regioni italiane a non aver comunicato all’Ispra i dati relativi al monitoraggio di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee?Cosa si vuole nascondere?

Se permetti vorrei provare ad allargare il “bersaglio”. Noi viviamo in un paese in cui da sessant’anni si fa strame del dettato Costituzionale. Come radicali sosteniamo che in Italia non c’è Stato di Diritto. In un documento, purtroppo rimasto clandestino, “La peste italiana”, abbiamo raccontato 60 anni di svuotamento del dettato costituzionale. Quanti sanno che per quasi un quarto di secolo, gli italiani sono stati privati di due dei tre principali strumenti istituzionali che la Costituzione aveva previsto per l’esercizio della sovranità popolare? Tanto la scheda referendaria quanto quella per le elezioni politiche regionali sono state sottratte fino al 1970 alla vita democratica della Repubblica. Se questo è il contesto, se viviamo in un paese in cui viene negata legalità, democrazia, Stato di diritto, un paese in cui quotidianamente si consuma un attentato ai diritti civili e politici dei cittadini, vogliamo meravigliarci del fatto che due regioni italiane forse non hanno monitorato la presenza di pesticidi e nitrati nelle acque di falda? Se democrazia significa rispettare il diritto a conoscere per deliberare di un popolo, in Italia non c’è democrazia. E questa assenza di democrazia va a sostanziarsi anche nel mancato rispetto della Convenzione di Aarhus sulla diffusione dei dati in materia ambientale.  Se la peste italiana produce assenza di democrazia, legalità e Stato di diritto, nel Mezzogiorno d’Italia, in Basilicata, in Calabria, l’effetto si manifesta amplificato.

-Secondo te lo studio epidemiologico per monitorare lo stato di salute degli abitanti della Val D’Agri si farà?

C’è un piccolo lembo del Mezzogiorno d’Italia, la Basilicata, che sembra essere diventato una sorta di zona franca in cui le leggi dello Stato, le leggi che dovrebbero tutelare la salute pubblica non vengono applicate. Da Tito alla Val Basento, passando per il vulture-melfese e la Val D’Agri, l’inquinamento di acqua, suolo e terra sta producendo i suoi perniciosi effetti sulla salute umana. Gli interessi in ballo, quelli dell’Eni e dell’Edf, della Sogin e della Total, gli interessi di chi fa affari con lo smaltimento legale e illegale di rifiuti, prevalgono sulla tutela della salute pubblica, e chi ha il compito istituzionale di controllare spesso subordina la tutela ambientale ad interessi altri. In uno studio redatto da alcuni medici dell’istituto superiore di sanità, in collaborazione con l’Istituto Tumori di Milano, si afferma che in Basilicata l’incidenza delle malattie tumorali cresce come in nessun’altra parte d’Italia. Lo studio epidemiologico si farà e mi auguro che sarà uno studio “indipendente”, ma va detto che questa iniziativa parte con 20 anni di ritardo. Ho incontrato in questi mesi medici quali il dottor Pino Laveglia, il dottor Mele, il dottor Mazzeo Cicchetti, che concordano nell’affermare che nella Val D’Agri c’è stata una crescita delle malattie tumorali e respiratorie.

-Dopo 12 anni forse si farà anche l’osservatorio ambientale della val D’Agri. A cosa serve secondo te un osservatorio finanziato dalla stessa compagnia che agisce senza controllo da più di due lustri?

Bella domanda. In Val d’Agri, da oltre dieci anni, è assente una rete di monitoraggio che rilevi in continuo tutti gli inquinanti (ivi compresi IPA, COV, Benzene, H2S Idrogeno Solforato), così come previsto dagli accordi Eni-Regione. Di certo, il fatto che l’Osservatorio venga finanziato da quella stessa compagnia petrolifera che ha operato in regime di sostanziale autocontrollo per oltre due lustri, fa sorgere una qualche perplessità.

-In che misura ritieni che sottrarre la nomina dei direttori delle Agenzie regionali per l’Ambiente(Arpa) alla partitocrazia potrebbe servire ad impedire altri scempi?

Le ragioni appaiono fin troppo ovvie. La nomina partitocratica impedisce ai Direttori delle Arpa regionali di agire con la necessaria autonomia e subordina la tutela ambientale alle decisioni prese dal palazzo. Prova ad immaginare un Direttore dell’Arpa scelto, selezionato, da una società sulla base dei titoli e delle competenze con un concorso pubblico, anziché attraverso una nomina partitocratica. L’attuale direttore dell’Arpa Basilicata, Vincenzo Sigillito, gioverà ricordarlo, in precedenza è stato direttore generale del Dipartimento ambiente della Regione. Va da sé che occorre affrontare non solo la questione del conflitto di interessi con la politica, ma anche la questione del conflitto d’interesse con i privati. Su quest’ultimo fronte si potrebbe mutuare la legge approvata nel 2009 in Toscana, che vieta alla locale Arpa di prestare servizio per i privati.

-Cosa secondo te può veramente cambiare questo stato di cose?

Anche in questo caso dovrei allargare il “bersaglio” e risponderti che nel paese della controriforma, delle controriforme e dei gattopardismi occorrerebbe uno slancio autenticamente riformatore. Vorrei poterti dire che basterebbe un minimo di buon senso e anche di senso delle istituzioni, ma temo che questo non basti. La partitocrazia, il sistema Italia così com’è produce corruzione e malaffare. Qualche tempo fa, come radicali, occupandoci del “Caso De Magistris”, pubblicammo un documento intitolato la “pax mastelliana”. Vicende anche recenti credo che ci stiano dando ragione. In un paese come il nostro, dove a tutti i livelli viene negata la possibilità di partecipare e di avere la facoltà di decidere, anche con il voto – vedi le liste elettorali bloccate e senza preferenze – si tratta di passare da un sistema di democrazia esclusivamente rappresentativa, ad un sistema di democrazia partecipativa e anche diretta.

-Non pensi che affidarsi al consumo sostenibile sia fondamentale ma non scevro da interessi economici poco chiari(vedi i recenti scandali sull’eolico)?

Sono assolutamente favorevole allo sviluppo delle energie alternative, ma assolutamente contrario a speculazioni e a gratuite devastazioni del nostro paesaggio. Collocare impianti industriali anche in aree dall’altissimo valore paesaggistico e ambientale è una scelta criminale. L’Anev aveva previsto per la Basilicata la presenza di centrali per complessivi 700 megawatt. La Regione Basilicata, con singolare munificenza, ha invece previsto impianti per ben 1500 megawatt. Il 15 per cento del position paper dello Stato.

-cosa ti ha maggiormente colpito in questi anni di lotte durissime combattute sul filo delle denunce?

Credo che in Italia si utilizzi lo strumento della querela per tappare le bocche. Temo che la “pax lucana” si concretizzi in un sistema di potere che prova quotidianamente a spegnere le voci dissenzienti, la voce di chi non si allinea all’ortodossia. E’ paradossale, in terra di Basilicata più che indagare su chi inquina e devasta il nostro territorio si indaga su chi denuncia, su chi racconta e su chi indaga. Negli ultimi cinque anni ho passato molto tempo nei tribunali. Per ora sono stato assolto due volte da fantasiose accuse di diffamazione, ma il tentativo, lo ripeto, è quello di farti passare la voglia di parlare. Vedere la propria casa sottoposta a perquisizione, essere denunciati per non so quale rivelazione del segreto istruttorio, solo perché hai ritenuto di dover dar corpo al diritto di un popolo a poter conoscere per deliberare, è cosa che fa riflettere. E fa riflettere vedere che un inquirente come il Tenente Di Bello, che credo abbia onorato la divisa che indossa, sia stato sospeso per due mesi. Francamente, a volte mi sento come un partigiano che ogni tanto scende dalla montagna. C’è in questa regione un clima intimidatorio preoccupante.





Iniziamo a dire no di Mauro Miccolis

26 07 2010

Vorrei sottoporre all’attenzione, di chi ha la pazienza di leggermi, un articolo molto interessante comparso in Science nel 1950 e scritto da A.Einstein. L’articolo è una lettera aperta alla “Society for Social Responsability in Science”.
Credo che in quest’epoca di rilassamento morale ed etico sia quanto mai attuale, e d’ ispirazione.

Lo stato e la Coscienza Individuale (A.Einstein)

Cari amici Scienziati,
è in verità un antico problema quello di stabilire quale debba essere il comportamento dell’individuo allorché il governo o la società gli impongono o si aspettano da lui un atteggiamento che è contrario alla sua coscienza. E’ facile dire che l’individuo non può essere considerato responsabile degli atti compiuti sotto la minaccia della forza, dal momento che l’individuo dipende completamente dalla società nella quale vive e della quale deve perciò accettare le norme.

Ma l’esatta formulazione di quest’idea dimostra facilmente fino a che punto un tale concetto contraddica il nostro senso della giustizia.

La coercizione esterna può in una certa misura ridurre la responsabilità dell’individuo, non mai cancellarla. Al processo di Norimberga quest’idea fu di per se considerata evidente. Tutto ciò che nelle nostre istituzioni,leggi e costumi ha un valore morale può essere riferito all’interpretazione che innumerevoli individui danno al senso di giustizia.

Le istituzioni non hanno valore, in senso morale, quando esse non si fondino sul senso di responsabilità degli esseri viventi.


Lo sforzo di risvegliare e rafforzare questo senso di responsabilità dell’individuo è un importante servigio reso al genere umano.
Nei nostri tempi gli scienziati e gli ingegneri hanno una particolare responsabilità morale, giacché lo sviluppo dei mezzi militari di distruzione di massa si trova all’interno della sfera delle loro attività.
Io credo perciò che la creazione di un’Associazione per la responsabilità sociale della scienza viene incontro ad una reale esigenza. Attraverso la discussione dei problemi relativi,quest’associazione renderà più facile al singolo di chiarire le proprie idee e giungere ad una personale presa di posizione. L’aiuto reciproco è essenziale a coloro che affrontano difficoltà per eseguire la propria coscienza.

E l’articolo finisce qui, io estendo l’invito di Einstein, diretto alla comunità scientifica, a tutti. Ognuno di noi, nell’ambito della sua sfera d’azione nella vita pubblica e lavorativa, ha il dovere morale di opporsi al compromesso e a tutto ciò che no è eticamente corretto, anche se così funzionano le cose in Italia; se non iniziamo a dire no, le cose in Italia funzioneranno sempre nella stessa maniera.