INTERVISTA A ANGELA CINICOLO AUTRICE DE: TARANTINO VS KITANO di Alessia Mocci

25 10 2010

Nel panorama della critica cinematografica abbiamo un’interessante new entry : “Tarantino vs Kitano” edito presso la Sovera Edizioni nella collana “Ciak si scrive!”.

Non è la prima pubblicazione per l’autrice campana Angela Cinicolo. Infatti, l’abbiamo già incontrata in “Napoli – Geografie del mistero” della Giulio Perrone Editore, “Lost without lost – Guida alla serie tv del nuovo millennio” della Cagliostro e Press, “H.P. Lovecraft” della Bottero Edizioni, “Con gli occhi fuori – Guida non ufficiale a I Griffin” della Cagliostro e Press.

“Tarantino vs Kitano” è una finestra sulle avanguardie concettuali del cinema. Angela Cinicolo esamina due punti di vista opposti, l’oriente e l’occidente, per condensarli in un unico  significato estetizzante. La percezione delle inquadrature, seguendo questo processo, si sviluppa attraverso attente analisi tecniche e metaforiche del prodotto artistico finale.

L’autrice è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua persona e sulla presentazione del libro.

Quand’è nata la tua passione per il cinema?

Ho sempre avuto una grande passione per il cinema fin da bambina: mia mamma mi racconta che da piccola mi piaceva guardare in televisione film che alla mia età mi avrebbero dovuto far paura. Non dev’essere un caso che mi sia avvicinata sempre più al cinema proprio grazie a un genere come l’horror.

 
Ti ricordi il momento esatto nel quale hai capito che Tarantino e Kitano nella loro diversità erano simili?

 Sì, lo ricordo come se fosse oggi: un pomeriggio andai a vedere da sola “Zatoichi” di Kitano in una saletta di Napoli vicino all’Università che frequentavo. Ero in ultima fila e credo che in sala ci fossero altre tre persone. All’uscita ho capito che il mio cuore di cinefila non era più combattuto tra Tarantino e Kitano ma conquistato da entrambi, così ho sentito il bisogno di scriverne. La sera stessa ho iniziato a rivedere tutti i loro film ed a fare ricerche bibliografiche.

Esattamente, che cosa intendi con il sottotitolo del libro “registi senza gloria”?
E’ un sottotitolo ironico e un po’ provocatorio che chiaramente fa riferimento all’ultimo film di Quentin Tarantino “Bastardi senza gloria”. Spero verrà compreso soprattutto dai detrattori di due registi che, a mio avviso, stanno riscrivendo la storia del cinema mondiale. Mi sono spesso confrontata con amici e colleghi che sparavano a zero contro l’uno o l’altro autore e sono giunta alla conclusione che ognuno di noi elabora in maniera personale il concetto di ‘gloria’, ma in realtà la fama e la popolarità sono un fenomeno di massa ed è il grande pubblico che sceglie di allungare la vita ad un film e di trasformarlo in un cult.

 
 

 

Tra i due registi quale preferisci?

Temevo questa domanda perché so che quel “versus” del titolo induce i lettori a pensare che nel mio libro io abbia schierato in campo due avversari, ma non è così. Anche in questo caso c’è dell’umorismo, un elemento che, espresso in modi diversi,  li accomuna tantissimo. Se penso ai due registi non riesco schierarmi: rivedere film come “Kill Bill” oppure “Dolls” mi emoziona allo stesso modo ogni volta.
 

Oltre a Takeshi Kitano trovi interessanti altri registi orientali? Perché?

Sì, ce ne sono molti che trovo geniali e che oggi meriterebbero maggiore notorietà presso il pubblico italiano ed europeo: dai nipponici Hayao Miyazaki, Satoshi Kon, Takashi Miike e Shinya Tsukamoto ai cinesi Wong Kar-Wai e Johnnie To fino ai coreani Kim Ki-duk e Park Chan-wook. Credo che il cinema dell’estremo Oriente riesca sul grande schermo a superare la distanza che separa culturalmente i due versanti opposti del mondo attraverso un linguaggio e un’estetica raffinati e autentici.


Credi che nel cinema siamo giunti ad un punto morto nella creatività o, piuttosto, esiste ma non è possibile commercializzarla al meglio a causa delle solite commediole che invadono il mercato?

No, non direi che siamo a un punto morto e, pur non apprezzandole personalmente e artisticamente, le commedie che affollano le nostre sale non possono che far bene al mercato cinematografico. Temo che il problema sia nella produzione e nella distribuzione, che non concedono ai giovani o ai registi un po’ più di nicchia la possibilità di arrivare nelle sale e di farsi conoscere. Spesso gli spettatori sono costretti a reperire film indipendenti fuori dai circuiti e questo dovrebbe far riflettere su un cambiamento necessario.

Mi aspetto che questo libro possa contribuire ad offrire una chiave di lettura diversa per comprendere meglio due autori tra i più eclettici del cinema contemporaneo.

***Il libro “Tarantino vs Kitano” è culturalmente consigliato. La prefazione è stata curata da Valerio Caprara. È acquistabile anche online presso il sito web della casa editrice Sovera Edizioni.

 

Nel panorama della critica cinematografica abbiamo un’interessante new entry : “Tarantino vs Kitano” edito presso la Sovera Edizioni nella collana “Ciak si scrive!”.

Non è la prima pubblicazione per l’autrice campana Angela Cinicolo. Infatti, l’abbiamo già incontrata in “Napoli – Geografie del mistero” della Giulio Perrone Editore, “Lost without lost – Guida alla serie tv del nuovo millennio” della Cagliostro e Press, “H.P. Lovecraft” della Bottero Edizioni, “Con gli occhi fuori – Guida non ufficiale a I Griffin” della Cagliostro e Press.

 

“Tarantino vs Kitano” è una finestra sulle avanguardie concettuali del cinema. Angela Cinicolo esamina due punti di vista opposti, l’oriente e l’occidente, per condensarli in un unico  significato estetizzante. La percezione delle inquadrature, seguendo questo processo, si sviluppa attraverso attente analisi tecniche e metaforiche del prodotto artistico finale.

 

L’autrice è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua persona e sulla presentazione del libro.

 

Quand’è nata la tua passione per il cinema?

Ho sempre avuto una grande passione per il cinema fin da bambina: mia mamma mi racconta che da piccola mi piaceva guardare in televisione film che alla mia età mi avrebbero dovuto far paura. Non dev’essere un caso che mi sia avvicinata sempre più al cinema proprio grazie a un genere come l’horror.
 
Ti ricordi il momento esatto nel quale hai capito che Tarantino e Kitano nella loro diversità erano simili?

 

 Sì, lo ricordo come se fosse oggi: un pomeriggio andai a vedere da sola “Zatoichi” di Kitano in una saletta di Napoli vicino all’Università che frequentavo. Ero in ultima fila e credo che in sala ci fossero altre tre persone. All’uscita ho capito che il mio cuore di cinefila non era più combattuto tra Tarantino e Kitano ma conquistato da entrambi, così ho sentito il bisogno di scriverne. La sera stessa ho iniziato a rivedere tutti i loro film ed a fare ricerche bibliografiche.

Esattamente, che cosa intendi con il sottotitolo del libro “registi senza gloria”?
E’ un sottotitolo ironico e un po’ provocatorio che chiaramente fa riferimento all’ultimo film di Quentin Tarantino “Bastardi senza gloria”. Spero verrà compreso soprattutto dai detrattori di due registi che, a mio avviso, stanno riscrivendo la storia del cinema mondiale. Mi sono spesso confrontata con amici e colleghi che sparavano a zero contro l’uno o l’altro autore e sono giunta alla conclusione che ognuno di noi elabora in maniera personale il concetto di ‘gloria’, ma in realtà la fama e la popolarità sono un fenomeno di massa ed è il grande pubblico che sceglie di allungare la vita ad un film e di trasformarlo in un cult.

 
 

 

Tra i due registi quale preferisci?

Temevo questa domanda perché so che quel “versus” del titolo induce i lettori a pensare che nel mio libro io abbia schierato in campo due avversari, ma non è così. Anche in questo caso c’è dell’umorismo, un elemento che, espresso in modi diversi,  li accomuna tantissimo. Se penso ai due registi non riesco schierarmi: rivedere film come “Kill Bill” oppure “Dolls” mi emoziona allo stesso modo ogni volta.
 

Oltre a Takeshi Kitano trovi interessanti altri registi orientali? Perché?

Sì, ce ne sono molti che trovo geniali e che oggi meriterebbero maggiore notorietà presso il pubblico italiano ed europeo: dai nipponici Hayao Miyazaki, Satoshi Kon, Takashi Miike e Shinya Tsukamoto ai cinesi Wong Kar-Wai e Johnnie To fino ai coreani Kim Ki-duk e Park Chan-wook. Credo che il cinema dell’estremo Oriente riesca sul grande schermo a superare la distanza che separa culturalmente i due versanti opposti del mondo attraverso un linguaggio e un’estetica raffinati e autentici.


Credi che nel cinema siamo giunti ad un punto morto nella creatività o, piuttosto, esiste ma non è possibile commercializzarla al meglio a causa delle solite commediole che invadono il mercato?

No, non direi che siamo a un punto morto e, pur non apprezzandole personalmente e artisticamente, le commedie che affollano le nostre sale non possono che far bene al mercato cinematografico. Temo che il problema sia nella produzione e nella distribuzione, che non concedono ai giovani o ai registi un po’ più di nicchia la possibilità di arrivare nelle sale e di farsi conoscere. Spesso gli spettatori sono costretti a reperire film indipendenti fuori dai circuiti e questo dovrebbe far riflettere su un cambiamento necessario.

Mi aspetto che questo libro possa contribuire ad offrire una chiave di lettura diversa per comprendere meglio due autori tra i più eclettici del cinema contemporaneo.

***Il libro “Tarantino vs Kitano” è culturalmente consigliato. La prefazione è stata curata da Valerio Caprara. È acquistabile anche online presso il sito web della casa editrice Sovera Edizioni.

 

 

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: