RIFIUTATI SPECIALI di Ilenia Rauso

25 10 2010

A colloquio con Raffaele De Falco (PD), Consigliere Comunale Boscoreale.

Ieri, domenica 24 ottobre, abbiamo avuto una conversazione telefonica con RAFFAELE DE FALCO, un consigliere PD del Comune di BOSCOREALE, uno dei paesi vesuviani che in queste ore stanno lottando con tutte le forze per difendersi non da UNA  bensì da DUE discariche di rifiuti, all’interno del PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO, patrimonio dell’Unesco.

L’idea era di fare un’intervista con domande e risposte, ma è praticamente impossibile:  Raffaele, senza voce e sfinito, è davvero una valanga, parla a raffica, e vuole farmi capire in che situazione incredibile si stanno ritrovando i cittadini, gli enti locali, le associazioni spontanee come quella delle “mamme vulcaniche”.

“Queste persone si sono svegliate un bel giorno con una PUZZA incredibile entrare nelle proprie case e quella puzza è stato forse il male “minore” ma di certo lo stimolo per uscire per strada e protestare. Una conseguenza enorme se si pensa che molte delle persone che presidiano il luogo della discarica, la “rotonda” dove ci si riunisce, non ha magari MAI manifestato per altre cose nella propria vita”.

La gente dei paesi vesuviani è stanca, non ce la fa più e non si fida più di nessuno. Il tavolo di lavoro con Bertolaso, i 4 sindaci di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno, il Presidente della Regione Caldoro e il Presidente della Provincia Cesaro ha portato soltanto al congelamento, per pochissimi giorni, della CAVA VITIELLO a Terzigno, il sito che dovrebbe in teoria rimanere sempre aperto per affiancare la CAVA SARI, mal gestita in tutti questi anni dall’Asìa, che ultimamente, a nome dell’amministratore delegato Daniele Fortini, rimbalza le responsabilità su Provincia e Regione, fautori di azzardate scelte sulla quantità e qualità degli smaltimenti.

Dice Raffaele : “Questa ipotesi è assolutamente inutile! Per pochi giorni la spazzatura di Napoli e provincia prende la strada di Avellino, Caserta, Benevento, nonostante la  legge sulla Provincializzazione dei Rifiuti che prevede che ogni provincia smaltisca nel proprio territorio la propria spazzatura”. Inoltre Bertolaso apre pure “il sogno di un tavolo tecnico tra cittadini, enti locali, Regione, Provincia per capire cosa bisogna fare per migliorare le fasi dello smaltimento, una sorta di falsa collaborazione, un contentino vero e proprio, per togliere responsabilità al Governo”.  Parlare ad un tavolo è una vera bufala, dato che, per esempio, “la zona degli sversamenti è zona militare, e là dove i cittadini vorrebbero monitorare e controllare, non ci si può neanche avvicinare!”. Un’altra favola con cui si vuole depistare il vero problema è quella dell’ inceneritore di Acerra, che “dovrebbe risolvere le emergenze, secondo Bertolaso. Questo sistema è decisamente in crisi anche solo quando vengono bruciate 300 o 400 tonnellate di spazzatura, figuriamoci  1.300/1.500 come vorrebbe farci credere il Governo del fare!  La terza linea dell’inceneritore praticamente non esiste, la seconda linea è perennemente in manutenzione, e la prima linea ha costanti problemi per il fatto che inserendo al suo interno ogni tipo più disparato di materiale, le temperature necessarie a bruciare devono sempre essere al massimo, causando disagi inverosimili alla popolazione che vive nei dintorni. E se i cittadini si lamentano con un inceneritore che procede a basso ritmo, cosa succederà quando dovesse funzionare ad alte prestazioni come vorrebbe Bertolaso?”.

L’intento del Governo e della Protezione Civile, che usano la forza delle Polizie per allontanare i cittadini è proprio questo: arrivare al punto di normalizzare la situazione, convincere le persone a tornarsene a casa, ad abbandonare il presidio: “ormai la giornata è scandita, per tutti, dall’orario in cui viene raggiunta la “rotonda” e si sta tutti insieme per far sentire la nostra voce e la nostra rabbia, fino a tarda notte. È incredibile quanto la nostra protesta, da subito pacifica, civile, sia rimbalzata nei media soltanto quando è stato dato fuoco ad un furgone. E dov’erano prima i giornalisti? Spero che almeno qualcuno parlerà della manifestazione di stamattina a Boscoreale, con più di 10.000 cittadini in corteo, un popolo civile che vuole solo la sua dignità, che non vuole attirare l’attenzione spettacolarizzando la propria protesta”.  Intervengo e interrompo Raffaele per ricordargli di come certo giornalismo ha bollato i manifestanti: “terroristi”, “violenti”, “drogati”. E lui mi risponde con un sospiro: “l’esasperazione ha raggiunto livelli altissimi ed è normale che persone meno concilianti di altre vogliano inserirsi per sbloccare la situzione. La gente ci sta rimettendo la salute, e davanti alle ennesime promesse di “miracoli” le reazioni cambiano e si scaldano. E il disonore di vedere trattato in questo modo il Parco del Vesuvio con la sua biodiversità assomiglia proprio ad una presa in giro ed è privo di senso logico! Purtroppo questa zona ha avuto la sfortuna di raccogliere al suo interno una buca naturale di 50 ettari, profonda quasi 20 metri, che ha fatto evidentemente gola a quanti ne hanno visto un’ipotesi per lucrare e fare soldi  almeno per i prossimi 10-20 anni! Una cosa  tengo a sottolineare: in questa lotta e tra la gente, la Camorra non c’è. Per la Camorra i rifiuti sono un business, la Camorra VUOLE più discariche possibili, mentre i cittadini ne chiedono il blocco! Voglio dirti una cosa: il Procuratore della Repubblica Giovandomenico Lepore, qualche giorno fa, per aver detto che è proprio interesse dei camorristi tenere aperte le discariche, si è sentito persino criticare da alcuni Deputati del Partito dell’Amore!”.

E la raccolta differenziata? Raffaele è molto chiaro a riguardo, e si scalda ancora di più: “Ci sono molti interessi politici dietro la raccolta differenziata, era stato deciso (Legge 90 del 2008) che i Comuni che non avessero almeno il 25%  -entro dicembre 2009 – della propria spazzatura nel differenziato, avrebbero dovuto subire lo scioglimento: perchè i comuni del napoletano non sono stati sciolti? Perchè l’emergenza a Napoli deve essere sempre all’ordine del giorno come una cosa ordinaria? Perchè la politica si permette di vivere sulla pelle dei cittadini? Perchè i cittadini vengono tenuti all’oscuro sull’origine dei rifiuti sversati nelle discariche? Perchè non possono sapere perchè a molta gente è venuta la febbre?”.

Pare quasi che non ci siano risposte a queste domande. Ma i cittadini della zona vesuviana hanno le idee chiare su cosa i politici debbano fare: “chiediamo che la Cava Vitiello non solo venga congelata per sempre, ma venga proprio eliminata dalla Legge 90 del 2008, che prevede la presenza della cava tra i siti da destinare a discarica. Se il Governo vuole attuare in una settimana la Riforma della Giustizia, dovrebbe essere uno scherzo fare una modifica ad una legge, no? Ed inoltre, sarebbe da accantonare per sempre la Legge sulla Provincializzazione dei Rifiuti: nella provincia di Napoli è impossibile trovare un sito per le discariche che sia lontano dai centri abitati! La densità di popolazione è altissima, a differenza delle altre città della Campania. Soltanto il rispetto di questi due punti può migliorare la situazione: la raccolta differenziata è fondamentale, le discariche e gli inceneritori non servirebbero affatto se si tutelasse maggiormente la differenziazione dei rifiuti”.

Intanto “speriamo che i 4 sindaci dei comuni vesuviani rimangano fermi sul fatto che nessuno vuole la Cava Vitiello, nel frattempo la gente non starà a guardare e continuerà a lottare comunque: è importante, fondamentale, diffondere la nostra battaglia, mantenere alta la guardia, sperare di poter aver presto certezze … stiamo morendo lentamente, e il silenzio non ci aiuta”.

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