Diario del Ke “Incubo di una notte di fine autunno”

11 12 2010

a cura di Kevin de Bois

L’urlo delle sirene delle navi nel porto di Genova con cui parlavano nella loro lingua le balene di ferro è ormai in lontananza. Affacciato a poppa abbraccio con lo sguardo l’ultima veduta della città che lampeggiante di colori si confonde sfumando a poco a poco inghiottita dall’ombra del mare. L’aria gelida che risale dalle onde che spruzzano sullo scafo mi spinge in faccia con forza su per le narici anche gli odori nauseanti dell’acqua stagnante nelle sentine mista alle piccole perdite del gasolio che confluiscono dai serbatoi, ma il mio volto è sereno e finalmente, dopo tanti giorni sorrido. La scia biancastra dell’elica sul mare imita la curva del sorriso della luna nel cielo e sbeffeggia l’austero faro svoltandogli di lato in direzione Tangeri, oltre Gibilterra, altra storia, altre sirene. La terra adesso  è lontana, la nave è avvolta nel blu, Scendo tra le viscere della balena e mi chiudo nella cabina, piccola quanto basta, abbastanza per i miei sogni. Sto per addormentarmi. Rovisto tra le immagini della memoria e rivisito come in un volo di gabbiano le bianche case della mia terra, i miei vent’anni per sommi capi, cosa mia ha portato a lasciarla per lavorare in Italia, la musica, le palme e la mia famiglia, mia moglie i miei bambini, mio padre. Rilassandomi percepisco adesso tutta la fatica di questi mesi, ho le braccia pesanti dal lavoro, la schiena dolorante ma ho guadagnato abbastanza, abbastanza per un semplice cittadino nordafricano. Come se non bastasse prima di partire ho litigato con il capocantiere e mi è sfuggita una imprecazione ad Allah l’altro giorno parlando con il mio amico Sahid mentre gli raccontavo l’ingiustizia per non lavorare in regola, colpa del mio carattere di beduino mi ha risposto Sahid, dirò una preghiera in più. Dove sarà la Mecca ? Allah mi perdoni ma non ho la bussola. Mi inginocchio. Bussano alla porta. Chi sarà? Chi è? Polizia, apra la porta! Si vesta, esca! Presto! Ma che ho fatto? Lo spieghi alla questura di Bergamo, non faccia domande! Ma io .. Niente domande! Volevi scappare eh ? Vieni con noi!

La barca della polizia rientra verso il porto di Genova facendosi largo come uno squalo tra i cetacei, lo sguardo severo degli agenti non promette nulla di buono e il suono delle sirene assordante da dentro la volante, adesso era decisamente più amaro, ma forse sto già dormendo. Vero Sahid ?

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One response

13 01 2012
Oreste Panetto

immagine molto suggestiva di una partenza via mare

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