RIDATEMI MIO FIGLIO

12 05 2012

E’ un grido che diventa una supplica. La rabbia che si piega allo sconforto. E’ in queste poche parole l’appello disperato di un padre, Matteo Quitadamo, sconvolto per la separazione dal figlio Giuseppe. Non ci sono ancora molte notizie. Stando al racconto dello stesso, due settimane fa le forze dell’ordine hanno prelevato Giuseppe da scuola per custodirlo in una comunità, togliendolo di fatto dall’affidamento del genitore (unico rimasto in vita ndr). Da quel giorno le parole che mi sono arrivate tra le email e gli sms del padre straziato dal dolore sono così cariche di disperazione che sembrano intinte nelle sue stesse lacrime. Accogliendo la sua domanda di aiuto altro non posso fare che dare a lui una possibilità di comunicare quanto gli sta accadendo, dando risalto ed eco a chi in questo momento più che mai, sembra abbandonato anche dalla solitudine. Egli denuncia di essere vittima di un raggiro e di un accanimento da parte di terzi che hanno prodotto documentazioni falsate. Pertanto è necessario a mio parere che il tribunale minorile svolga con doverosa meticolosità tutti gli approfondimenti alle indagini. Tuttavia, come rivista che si è sempre preoccupata di schierarsi dalla parte del più debole (e della verità), non lasceremo solo chi ha deciso, come ultimo gesto quello di suicidarsi.

“Una bugia ha fatto già il giro del mondo mentre la verità si sta ancora allacciando le scarpe”

Kevin De Bois (Il Tulipano)

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