IL TULIPANO “Publish YourSelf” – del 3 Giugno 2010

7 06 2010





Gli emendamenti della vergogna di Valerio Barnaba Il Tulipano 3

3 06 2010

Alla fine il DDL Alfano, nonostante gli emendamenti “riparativi” proposti dall’asse PDL-Lega nella giornata di lunedì allo scopo di mitigare gli animi sugli scranni del Senato, è in realtà ritornato in Commissione Giustizia. Troppe le polemiche, ma soprattutto troppo forti i mal di pancia di settori, evidentemente più ampi del previsto, della stessa maggioranza parlamentare. Malumori che si sono poi chiaramente palesati nelle parole di Fini proprio nel giorno in cui era stato annunciato l’inizio del dibattimento del decreto nell’Aula del Senato. Inevitabile quindi lo scontro istituzionale con Schifani, che non ha perso tempo nel denunciare a mezzo stampa la “intollerabile” ingerenza del Presidente della Camera. Insomma, la confusione è sovrana.
Oltre a dare dimostrazione del caos che al momento regna in seno alla Maggioranza di Governo, comunque già antecedente alla discussione di questo ignobile decreto-legge, il marasma di questi giorni al Senato sono indicativi anche di altro: sicuramente c’è molta preoccupazione per le nuove inchieste che sono sul punto di mettere in discussione tutta la favoletta preconfezionata, raccontataci per anni, sulle stragi di mafia dei primi anni ’90, che tra l’altro rischiano di avere un forte impatto sull’opinione pubblica nonostante la disinformazione quotidiana, nonchè è palpabile l’angoscia del Premier ma soprattutto degli attuali indagati a vario titolo nelle tristemente note inchieste sui Grandi Appalti, costretti a non poter ricorrere al voto di fiducia sul Decreto-spugna che, proprio in quanto tale, non è gradito alla minoranza interna che fa capo a Fini. La paura di incassare uno sgambetto che faccia cadere il governo, mandando a casa tutti e alla sbarra molti, è un rischio che proprio il Premier in prima persona non vuole ne può correre. Uno stallo pericoloso quindi, al momento insormontabile e momentaneamente rinviato indietreggiando la “torre” nelle retrovie della Commissione Giustizia.
Ma quali sono i passaggi più discussi e controversi  degli emendamenti proposti dall’asse PDL-Lega che si aggiungono ad un testo-base comunuqe già vergognoso? In sostanza sono i seguenti:
Innanzi tutto vengono ridotte le sanzioni, comunque ingenti, per i soli editori, ma non per i giornalisti o per i bloggers, che quindi verranno sanzionati pesantemente al pari di un organo di stampa ufficiale, nelle modalità già illustrate nei numeri precedenti de “Il Tulipano”. Il bavaglio all’informazione via web in sostanza rimane. E’ poi evidente che una riduzione delle sanzioni alla sola editoria, ma non al singolo giornalista che deve mettere la firma sotto il suo pezzo, non ha alcun senso ma nei fatti crea questa situazione: il gruppo editoriale più grande (ad esempio Mondadori) potrebbe eventualmente e all’occorrenza permettersi economicamente di rischiare una pubblicazione non consentita, viceversa il piccolo editore che magari vive di giornalismo d’inchiesta, al primo verbale rischierà praticamente il lastrico. Per quanto ridimensionata, l’enormità della sanzione, in sostanza, gioca a favore proprio
del grande editore, piuttosto che per il piccolo gruppo editoriale.
Sarà possibile pubblicare il riassunto degli atti del procedimento non più coperti dal segreto, ma non delle intercettazioni, solo ed unicamente dopo la prima udienza preliminare, a conclusione delle indagini. Sarà possibile anche pubblicare il contenuto delle ordinanze di custodia cautelare dopo che la persona sottoposta alle indagini o il suo difensore abbia avuto conoscenza dell’ordinanza del giudice, ma in ogni caso sarà vietato pubblicare i testi integrali delle intercettazioni non più coperte da segreto, di cui sarà invece consentita la pubblicazione a mezzo riassunto, ad eccezione di quelle che riferiscano di fatti o persone estranee o per le quali sia stata ordinata la distruzione, per le quali invece ci sarà il divieto assoluto di pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nei contenuti. Se il provvedimento fosse già in vigore le intercettazioni Berlusconi-vertici RAI o quelle fra Minzolini e vari membri del Governo non sarebbero mai state pubblicabili. In sostanza si fissano stretti limiti sia nei tempi (dopo le indagini preliminari) sia nei modi (a mezzo riassunto), sia nella sostanza (divieto totale di trascrizione anche per riassunto di quelle che ad esempio vedono coinvolte persone estranee) alla pubblicabilità delle intercettazioni stesse, creando contemporaneamente un problema di INTERPRETATIVITA’. Attualmente è infatti possibile pubblicare integralmente i testi, gli audio o le riprese intercettate non più coperte dal segreto istruttorio, dando al cittadino la possibilità di crearsi la sua personale opinione su quanto legge, ascolta o vede. I provvedimenti in questione consentiranno la pubblicazione  solo a mezzo riassunto, che in quanto tale sarà redatto a discrezione e personale interpretazione del giornalista. E’ facile immaginare che ad esempio un giornalista di Libero non riassumerà testi e contenuti in maniera eguale a quanto potrebbe fare, a parità di intercettazione, un giornalista di un’altra testata come per esempio Repubblica. In sostanza si autorizza a disinformare chi all’occorrenza potrebbe avere giovamento nel farlo, senza dare la possibilità al cittadino di verificare la notizia consultando il testo intergrale, OGGETTIVO, degli ascolti o delle riprese. O disinformati, o nulla.
Arriviamo ora ai due punti più controversi delle modifiche introdotte dagli emendamenti. Il primo è la cosiddetta vergognosa  ed inaccettabile norma “salva-pedofili” o anche “lodo Vaticano”, che in sostanza prevede la non obbligatorietà dell’arresto in flagranza di reato, se la violenza (sul minore) è di “lieve entità”, introdotta dal PDL con la ridicola scusa della ipotetica incostituzionalità del provvedimento qualora non fosse stato previsto pari trattamento in caso di flagranza rispetto al reato di violenza sessuale. Ovviamente la norma è di per se incommentabile, basta chiedersi che differenze possano esserci agli occhi di un genitore fra un pedofilo che palpa il proprio bambino e quello che lo stupra direttamente, ma è altrettanto goffo e ridicolo sia il tentativo di giustificarne l’introduzione per questioni di costituzionalità (nell’ambito di un intero decreto già incostituzionale de facto), sia il fatto che si abbia tanta premura nel legiferare nel merito della questione proprio ora che lo scandalo pedofilia dilaga, ma depenalizzando il reato anzichè introducendo norme molto più severe. Vogliamo salvare i nostri bambini dai loro aguzzini pedofili oppure questi ultimi dal carcere?
Il secondo punto infine è l’estensione della norma transitoria che praticamente farà entrare in vigore la gran parte dell’intero decreto sin dalla sua approvazione definitiva. Un’autentica mannaia che taglierà centinaia di procedimenti in corso, compresi quelli a carico della “cricca” e concernenti purtroppo i tanti casi recenti di pedofilia. Balducci & co. e ovviamente il Vaticano ringraziano.
Proprio questi due punti, più il limite massimo dei 75 giorni di “intercettabilità” degli indagati sono i più contestati dalla minoranza interna che ha trovato sfogo nelle esplicite dichiarazioni di Fini ad inizio settimana. La risposta però non si è fatta attendere ed è stata di netta chiusura sui tre fronti, con conseguente irritazione di tutto il fronte di opposizione parlamentare al decreto e l’inizio di una girandola di incontri e riunioni che preannunciano una battaglia senza esclusione di colpi anche in seno alla maggioranza almeno fino a martedì prossimo, quando la Commissione si esprimerà nel merito degli ultimi emendamenti e darà il via libera nello stesso pomeriggio al dibattimento in Aula. Tutto questo mentre il PDL ha annunciato un ulteriore emendamento nel merito del Segreto di Stato, che mira questa volta ad affossare proprio le nuove temutissime indagini sulle stragi di Mafia.
Una mannaia sempre più grande per un boia che ha evidentemente molta fretta di tagliare.





SE ANCHE TREMONTI HA PAURA Il Tulipano 3

3 06 2010

Martedì sera è andata in scena a ballarò una prova tecnica di regime, una delle tante cui la cricca ci sottopone settimanalmente. Ma la mia attenzione non è stata catturata dalla telefonata del Presidente del consiglio, di cui tutti conosciamo la maleducazione e l’allergia a sottoporsi a qualsiasi contraddittorio, bensì dall’atteggiamento di Giulio Tremonti. Il ministro caro alla lega è parso sulle spine per tutta la sera, e il motivo non può essere  di certo imputato all’opposizione spietata( Morando???), né alle domande più che legittime. Perché dunque tanto nervosismo? Forse  il ministro ha paura perché ha finalmente compreso che il tempo delle vacche grasse è irrimediabilmente giunto al termine e soldi non ce ne sono più? Oppure sta subodorando il crollo del modello di sviluppo paranoico imposto dalla “finanza creativa”,quando ,”per tutti i Tremonti del mondo sarà pronto l’albero cui saranno pregati di appendersi”(Massimo Fini sul Fatto Quotidiano del  1 giugno)?





INTERVISTA AD ANGELO FUNICIELLO Il Tulipano

3 06 2010

Quando l’indifferenza produce un grande movimento

Ci sono incontri che cambiano la vita, come l’incontro che l’ingegnere Angelo Funiciello ebbe 11 anni fa con il sistema mafia-politica. Era il lontano 1999 quando Angelo,che al tempo controllava,con la moglie Daniela Cavalli, due concessionarie Ford, una a Bergamo e l’altra a Treviglio, viene invitato dalla casa madre a cedere queste aziende ad un uomo di fiducia della stessa Ford Italia, di nome Lorenzo Busetti. L’invito, o meglio l’intimazione a cedere le concessionarie, gli arriva dal dottor Andrea Formica,presidente di Ford Italia, che stranamente diventerà successivamente vice presidente della Toyota Europa: un incarico di maggior prestigio senza dubbio, forse il premio per aver affossato con la sua gestione la Ford Italia,concorrente della Toyota? Angelo e Daniela non si sono arresi e hanno lottato per evitare che il lavoro di trent’anni venisse spazzato via, come successo a tanti altri concessionari della Ford, da una strategia che faceva pensare all’autodistruzione. La dura battaglia legale ,in sede civile, che hanno dovuto affrontare per vedere riconosciuti i propri diritti è tuttora ad un punto morto; il  caso si è arenato al tribunale di Roma (il famoso porto delle nebbie)dove dopo 8 anni è ancora in fase istruttoria. In un nulla di fatto si sono anche trasformate le loro denunce penali alle Procure ed all’Antimafia! Nonostante Angelo abbia chiesto aiuto anche alla politica, nonostante un’interrogazione scritta al Parlamento Europeo ed una al Parlamento Italiano,  nessuno ha voluto occuparsi concretamente del suo caso. Cosi Angelo, che in questa battaglia ha perso la compagna di una vita,la moglie,morta nel 2009 per un tumore causato secondo i medici dal forte stress cui è stata sottoposta, ha deciso di rivolgersi all’unica forma libera di informazione rimasta nel nostro Paese: alla RETE. Essendosi reso conto che il suo caso è parte integrante del problema fondamentale dell’Italia ha aperto il sito/blog www.funigiglio.net , per il ‘Risveglio Etico Sociale  contro le mafie sommerse dilaganti’ e ha accettato di rilasciare un’intervista al “Tulipano” per parlarci di questa sua battaglia.

Angelo, prima di tutto grazie per avere accettato di parlarci della tua storia. Prima di essere coinvolto in prima persona in questa vicenda dai contorni oscuri e che apre scenari inquietanti, avevi mai avuto sentore che ci fossero commistioni tra mafia,politica e mondo degli affari?

A. Il sentore l’ho sempre avuto ,penso come tutti, ma con la convinzione che si andasse verso un risanamento. Invece purtroppo c’è stato un peggioramento notevole e inarrestabile.

Dove hai trovato la forza di lottare e di non arrenderti? Perché non hai semplicemente detto:ecco, prendetevi tutto ma lasciatemi vivere in pace?

A. La forza è naturale, ma anche enorme, in persone che hanno come valori di riferimento la Dignità Umana, la Giustizia, il senso del Dovere verso i Figli, insomma in  persone quali mia moglie ed io eravamo: si muore ma non ci si arrende mai! Inoltre quando una persona viene privata di tutto con metodiche mafiose e rimane senza nemmeno i mezzi economici per vivere e con la famiglia distrutta, l’ ipotesi di ‘vivere in pace’, cioè tranquillamente, come se non fosse successo niente, non viene neppure presa in considerazione.

Come hai vissuto in questi anni di lotte giudiziarie? Hai continuato a lavorare?Le tue concessionarie che fine hanno fatto?

A. All’inizio sono stato molto male. Per anni non ho dormito ed ho subìto due ricoveri d’urgenza al Pronto Soccorso. Quando nell’aprile dell’anno scorso è morta mia moglie, tra i miei amici ha iniziato a serpeggiare l’idea che anch’io me ne sarei andato presto. Il mio lavoro ora consiste nel seguire le procedure legali, che è estremamente difficile ed avvilente, e nello sviluppare Funigiglio, la mia iniziativa in rete per il bene di tutti che si sta espandendo grazie al ‘passaparola’. Le concessionarie sono in liquidazione, chiuse ed inattive; la più importante (85 dipendenti) è in Concordato Preventivo Fallimentare. Al loro posto ci sono quelle di Lorenzo Busetti, ora in fallimento (scioperi dei dipendenti con picchetti ai cancelli).

Nicola Gratteri a “Che tempo che fa” disse che in Italia non c’è una volontà politica seria di combattere le mafie: sei d’accordo con lui?

A. Sono molto d’accordo con lui. L’esperienza maturata in questi anni, riguardo ai problemi ed ai comportamenti mafiosi, ed i rapporti che ho avuto con diversi politici, di diversi partiti, mi hanno portato ad una conclusione veramente tragica: la strategia mafiosa, che è maledettamente efficace, consiste nel fingere di combattere la mafia, dando un’immagine opposta a quella che è la realtà – nessuno va veramente contro sé stesso –.Come quando si condanna il ‘pizzo’, e si prendono provvedimenti contro gli imprenditori che non lo denunciano, mentre nessuno considera le estorsioni dell’azienda intera! Estorsione chiaramente molto più grave e più distruttiva del ‘pizzo’. Questo nonostante che il sottoscritto denunci da anni di essere vittima di questa estorsione, sia nelle Procure, sia all’Antimafia, sia in Rete! Senza avere la benché minima risposta o considerazione!! Da notare che avevamo anche avuto proposte “salvifiche” da parte della mafia, che ci ha proposto di ‘lavorare insieme’, cui ci siamo risolutamente opposti; parole testuali di mia moglie: “piuttosto morta, ma con la mafia non voglio avere niente a che fare!!” Da queste semplici constatazioni e connessioni scaturisce il senso di quanto si siano sviluppate ‘in lungo, in largo,ma soprattutto in alto’ queste mafie sommerse e occulte, cosiddette dei ‘colletti bianchi’.

Allora hai capito la ragione che era alla base dell’operato, che sembrava autodistruttivo, della Ford Italia e del suo presidente Andrea Formica?

A. Quello che ho capito io, con una certa sicurezza e basandomi anche sui dati ufficiali divulgati dal Presidente della Commissione Antimafia è quanto segue: ogni anno le mafie sommerse riciclano, prevalentemente al Centro-Nord Italia, denaro illecito pari a 130 miliardi di Euro , mediante “ una organizzazione criminale integrata nella società”. Questi dati mozzafiato sono perfettamente coerenti con le estorsioni-predazioni di azienda, molto numerose ed accuratamente occultate, e con la facile conclusione cui si arriva: in tale situazione di massiccia concorrenza sleale ed azione impositiva assoluta, anche se normalmente senza violenza fisica, da parte delle mafie dei colletti bianchi, non è possibile per qualsiasi azienda, e quindi per qualsiasi concessionario auto, lavorare indipendentemente dalle mafie stesse. Per la Ford, così come per le altre marche, il problema di vendere auto in Italia si inserisce in questo contesto.

Nell’articolo sulla mafia dei colletti bianchi che ho letto sul tuo blog affermi che “solo una rinata coscienza civile dei liberi cittadini può gettare basi per una vera rivoluzione”. In questi 11 anni quanta coscienza civile hai visto in giro?Chi ti ha dimostrato maggiore solidarietà?

A. Ho visto poca coscienza civile, ma l’ho vista crescere tra i giovani ed in Rete. Sono convinto che appunto la Rete sia la nostra arma migliore, poco controllabile dalle mafie, ma che noi dobbiamo usare molto, anche attraverso il ‘passaparola’. Per questo ho dato vita all’iniziativa FuniGiglio, con il suo sito/blog. La maggiore solidarietà l’ho avuta dalle persone veramente oneste.

Un’ultima domanda. Adesso com’è la tua vita?

A. Adesso la mia vita è molto attiva e vivo con la soddisfazione di essere utile agli altri. Soffro per l’assenza fisica di Daniela, che però sento vicina spiritualmente. Anche se soffro mi conforta pensare di poter essere utile ad altri e non ho mai nutrito  sentimenti di odio o di vendetta verso alcuno. La vita è dura, ma può essere molto bella e ricca di soddisfazioni !





IL MINISTRO DELLA PUBBLICA DISTRUZIONE di Patrizia Penna Il Tulipano 3

3 06 2010

Chi mi conosce sa che di tutte le ministre e sottosegretarie del governo Berlusconi, quella che offende maggiormente la mia intelligenza, è lei: la Maria Star nazionale, la donna che ha affermato tra le altre cose che”gli insegnanti del sud abbassano la qualità della scuola”(salvo poi correre a Reggio Calabria a fare il concorso per diventare avvocato)e che ”nel nostro Paese la religione cattolica non può essere paragonata alle altre religioni, ha una valenza maggiore”(infatti lei si è sposata incinta di cinque mesi),la ministra che ha inaugurato l’anno scolastico 2009/2010 con un discorso in cui trasformava, da vera accademica della crusca, le carceri ne i carceri e al diploma in alla diploma(in soli 20 secondi, un record). Ma la Gelmini, che invece di godersi la maternità ha deciso di tornare al lavoro perché “stare a casa per mesi è un privilegio e tornare subito al lavoro non vuol dire non essere una buona mamma”(intervista al corriere del 1 maggio 2010) ,ha pensato bene di chiudere in bellezza l’anno scolastico peggiore a memoria d’uomo, che si riassume in queste cifre: + 37000 studenti -42000 docenti( niente in confronto alle previsioni per il triennio 2009/2011 in cui il più grande licenziamento di massa della storia della Repubblica raggiungerà quota -132.000 unità).L’ultima trovata della donna che ha tolto la resistenza dal programma dei licei è stata quella di sposare la proposta di legge del suo collega di partito di posticipare l’inizio dell’anno scolastico,” in modo da promuovere il turismo”. Forse la ministra dimentica che l’articolo 9 della Costituzione dice che “L’Italia promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica”: nessun accenno al turismo, neanche una piccola menzione, una noticina, niente. Lo sfascio della scuola pubblica(quella privata, soprattutto cattolica, gode di ottima salute) è iniziato sicuramente molto prima dell’avvento al ministero della PUBBLICA DISTRUZIONE della Gelmini, ma certo Maria Stella ce la sta mettendo tutta per non essere da meno dei suoi predecessori, Moratti in testa. Più di tutto però non capisco questa fissazione che la ministra pare abbia per gli anni ’60: è iniziata con il maestro unico, poi è venuta la volta del grembiulino, infine l’inizio della scuola ad ottobre. Perché? Nostalgia di un tempo in cui l’Italia sembrava funzionare?Eppure, dopo gli anni ’60 del boom economico sono arrivati gli anni in cui siamo nate entrambe: gli anni di piombo. Pensaci Maria Stella, e ricorda che chi semina vento raccoglie tempesta, sempre e comunque, è solo una questione di tempo. La Storia non perdona mai.





Emergenza scuola : ovvero della crisi nella crisi di Adele Tomasi Scianò Il Tulipano 3

3 06 2010

Da un po’ di giorni rimugino su cosa poter scrivere per Il Tulipano , troppe cose da dire e poco tempo, oggi però rileggendo la circolare inviata dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna ai presidi per richiamarli sulla necessità di invitare i docenti a contenere manifestazioni critiche, a mezzo stampa, mi è venuta l’ispirazione . Mi sono detta che è meglio sbrigarsi e scrivere, prima che anche nella mia regione , la Sicilia, ci mettano il bavaglio. E così eccomi a voi, con una mia personale riflessione (sono un’insegnante ) sulla situazione in cui versa attualmente la scuola e su quella che vogliono spacciare per “riforma epocale” , senza la pretesa di fare un’analisi esaustiva ma piuttosto nell’ottica di uno sfogo, di una confidenza tra amici.
“25.558 tagli alle cattedre e 15.000 al personale non docente (amministrativi, tecnici ed ausiliari) : i tagli riguarderanno 22.018 posti in organico di diritto e 3.540 in organico di fatto e i maggiori saranno alle superiori ed al sud” questi sono, purtroppo, i dati ufficiali (e disastrosi ) resi noti dal MIUR , questi sono gli effetti più immediati e più tangibili ,in termini numerici, della riforma (?) Gelmini . Penso sinceramente che non si possa restare indifferenti di fronte a tali notizie , perché dietro i numeri, dietro il taglio delle cattedre ci sono esseri umani, educatori, docenti , persone che hanno dignitosamente investito le loro energie, le loro speranze, i loro sogni in un lavoro .La tanto propagandata riforma epocale si rivela,dunque ,secondo un copione ormai tristemente noto, l’ennesima “bufala”, l’ennesimo cumulo di bugie , l’ennesima beffa. Molte materie vengono ridotte, eliminate,  un esempio fra tutti : le lingue straniere . I mass media , a tal proposito , hanno sempre ribadito il concetto che le lingue sarebbero state potenziate e , invece, niente di più falso;le ore di inglese , in alcuni indirizzi, si riducono e la seconda lingua comunitaria addirittura cancellata e tutto questo mentre l’Unione Europea consiglia l’introduzione di una terza lingua straniera !!! Morale della favola : i docenti precari , dopo anni di sacrifici , si ritroveranno senza lavoro e i docenti di ruolo torneranno a fare i “precari” . Come chiamarla se non regressione,involuzione,disastro?Ma dietro i tagli ci sono anche altre vittime : gli alunni , i ragazzi, i nostri figli ,destinati ad essere intruppati in classi sempre più numerose, destinati alla mancanza di continuità didattica, destinati ad operare scelte poco chiare , destinati ad intraprendere percorsi didattici non ancora sperimentati e sicuramente non al passo con l’ Europa .Dal punto di vista finanziario inoltre , la scuola italiana è sempre più in bolletta : mancano i soldi per le fotocopie, per la pulizia, per i corsi di recupero, per le supplenze e ci sono, persino, istituti che impongono agli studenti di portarsi da casa la carta igienica !E adesso avranno pure una scusa in più nel ribadire che si devono fare sacrifici : crisi , manovra finanziaria necessaria , “ Grecia docet “. E pensare che soltanto poco tempo fa , qualcuno aveva sostenuto che la crisi fosse l‘invenzione di una sinistra catastrofista , che bisognava guardare al futuro con ottimismo, che bisognava spendere, spendere , spendere. Anch’io sono d’accordo che sia giusto spendere ma per investire nella scuola, per opporre allo sterile modello dell’apparire e dell’avere offerto dalle veline, dal Grande fratello , dai vari reality, una cultura dell’essere basata sul sapere, sulla capacità critica , sulla sensibilità artistica ,sul senso civico del dovere, sulla conoscenza delle proprie radici , sulla condivisione di valori .Tutto questo affinché i giovani possano essere per l’Italia una ricchezza, una risorsa insostituibile e non degli esseri incapaci di pensare , passivi e facilmente manovrabili. Per questo vorrei concludere con una frase che ho letto e che prendo in prestito perché mi ha particolarmente colpito : il silenzio sull’emergenza scuola è il sudario che si stende su un paese in avanzato stato di decomposizione.





Memorie di un sognatore abusivo – recensione di J.Molinari Il Tulipano 3

3 06 2010

AUTORE: PAOLO PASI scrittore, giornalista alla Rai (Rai 3), chitarrista rock.

CASA EDITRICE: EDIZIONI SPARTACO

PAGINE 214

PREZZO: 14 EURO

Anno 2035. Il governo impone l’ IVO (Imposta sul Valore Onirico). Tutti i cittadini devono pagare una tassa sui loro sogni. Ma il protagonista si ribella perché, essendo povero, sogna molto più dei ricchi insonni e vive una vita di stenti e di stress con la paura di non riuscire a pagare le tasse.

Pasi attraverso un mondo inventato riesce a farci riflettere sulla realtà in cui viviamo ora e dove potrebbe portarci in un futuro non troppo lontano. Una tecnologia che prende il sopravvento nella vita delle persone. Ma soprattutto un potere politico che comunque vadano le cose, riesce sempre a vincere sulla volontà della gente. Il fine è sempre quello di acquisire denaro, consenso e far rimanere il popolo in un continuo senso di torpore. In conclusione, attraverso una storia vicina al mondo di Blade runner e di V Vendetta, Pasi è riuscito a far pensare, far capire al lettore che i sogni sono di sua proprietà e che nessuno dovrebbe negarglieli. Sfortunatamente la realtà non è così. Tutti dobbiamo fare i conti con la società e con quello che ci vuole far vedere, far pensare e far vivere.

Un romanzo geniale. La quantità di dettagli descrittivi rende la storia più realistica e non annoia mai. Capitoli brevi ed incisivi. Un ritmo incalzante. Pura fantasia che sembra realtà. Una storia che alla fine lascia l’amaro in bocca.

Imperdibile!