Il baro, il bluff e il bavaglio di Valerio Barnaba, Il Tulipano 4

10 06 2010

Ordunque, ci siamo.  Oggi il Senato voterà  la legge forse più infame della storia repubblicana,  ovvero il maxiemendamento al DDL  Alfano in materia di intercettazioni, ponendo ancora una volta la questione di fiducia e quindi blindando il testo allo status quo.  Voto di fiducia posto per la 33esima volta in due anni di legislatura, un record assoluto di abuso di questo strumento che praticamente svuota di quasi ogni funzione il Parlamento stesso, impedendo il confronto ed il dibattimento dei provvedimenti. Per avere un metro di paragone basta ricordarsi del già vergognoso Governo Berlusconi II (2001-2006), che ricorse alla fiducia 29 volte in quattro anni, tra mille polemiche.

Non bisogna dimenticarsi anche il contesto in cui questo voto di fiducia su questo orribile emendamento è stato annunciato.  A partire dal clima infuocato scatenato dalle tantissime proteste e le infinite polemiche suscitate dalla discussione del decreto nei giorni scorsi, passando per l’annuncio di una Manovra finanziaria per tamponare (facendo pagare i soliti noti) gli effetti di una crisi che fino a qualche settimana fa “non esisteva” neppure o  che era  già “alle spalle”,  per arrivare infine alle ultime scandalose dichiarazioni di un Premier  sempre più insofferente di fronte alle regole più basilari della Costituzione e della Democrazia.  Solamente all’assemblea di FederAlberghi, il Premier  ha espresso concetti ed intenzioni  in contrasto con ben 9 articoli della Carta, mentre a quella della ConfArtigianato, oltre all’annuncio della blindatura di un testo che invece si auspicava discutibile in Aula e che farà la gioia di cricche, mafie e caste,  ha ribadito di voler maggiori poteri esecutivi e di voler “riformare” una Carta costituzionale che quindi  non riconosce, pur avendoci giurato sopra.  Inutile dire che questi sarebbero dovuti essere interventi nel merito della crisi e della manovra economica, trasformatisi poi nei consueti comizi sulle vere priorità del Presidente del Consiglio. Altrettanto inutile è entrare nel merito delle singole dichiarazioni di cui si è già detto tutto e che si commentano da sole,  mentre è giusto precisare che “l’inferno” non è nel governare il Paese con “queste istituzioni”,  ma in realtà è nel VEDERLO governare in questa maniera e da questa gente mentre i criminali prosperano e sempre più cittadini  perdono il lavoro, la casa, la dignità e il proprio futuro.

Ma quali sono le modifiche sostanziali che verranno introdotte al decreto con il maxi-emendamento di domani?  In sostanza queste: sarà possibile prorogare di tre giorni in tre giorni, su richiesta del PM e solo se ritenuto necessario, la durata delle intercettazioni oltre i 75 giorni massimi previsti. Saranno possibili le intercettazioni ambientali,  con durata di 3 giorni poi prorogabili di volta in volta (il testo precedente le impediva in toto), vengono introdotte ammende molto pesanti qualora gli editori pubblichino materiale per cui è stata destinata la distruzione (anche se non più coperto da segreto istruttorio), si riducono gli effetti della norma “transitoria” (cioè quella norma che definisce l’entrata in vigore dei contenuti del decreto) e che non prevede più l’applicabilità dei vari provvedimenti sui processi in corso, ma ribadisce l’immediata entrata in vigore delle sanzioni a carico degli organi di stampa.  Già stralciata invece, nei giorni precedenti, la cosiddetta norma “salva-pedofili” e “salva-007” che avrebbero stroncato sul nascere le inchieste di pedofilia e sulle stragi di mafia.  In sostanza  la stretta sull’utilizzo delle intercettazioni  come strumento d’indagine resta, ma in misura appena allentata.  Quanto meno ridicolo è comunque il comma Ghedini, che costringerà i PM a fare richieste di proroga ogni 72 ore, per cui dovrà di volta in volta riunirsi e rispondere nel merito un collegio di 3 giudici, con un conseguente ulteriore ingolfamento della macchina giudiziaria ed un rallentamento dei processi.  Per il resto, permane il bavaglio alla stampa e al web nelle modalità già descritte sul Tulipano nelle settimane precedenti.

La domanda che si è anche posto il segretario PD Bersani, è quindi  più che legittima: “Che cosa ci ha trovato Fini di migliorato nel testo?”.  Se l’ “outing” di Fini e della sua corrente  nel nome di una maggiore legalità si è tradotto in una convergenza su un testo palesemente “illegalitario” come questo, allora è più che lecito parlare solo di un grande bluff al rialzo da parte del Presidente della Camera.  Un bluff in atto forse sin dal momento di quel dito puntato, a cui Berlusconi ha risposto a muso duro contro-rilanciando e blindando un testo che ha recepito solo parzialmente le richieste finiane e che ha costretto il bluffatore a passare la mano dando l’OK su un decreto chiaramente mal digerito.  Una brutta giocata che in principio è apparsa vincente, ma che invece, in sostanza,  da un lato sposta nuovamente gli equilibri della partita interna verso il Premier e dall’altro ridimensiona pesantemente  anche l’immagine “moralista” di Fini nella pubblica opinione.

Così, mentre l’IDV tenta l’ultima carta dell’occupazione a oltranza dell’Aula e tutte le opposizioni preannunciano battaglia,  Il “baro” per eccellenza  intanto ha già ottenuto la sua vittoria politica, il bluffatore una palese sconfitta, mentre a noi molto probabilmente non resterà che il bavaglio.

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Israele ancor si ostina di Gabriele Lanzi, Il Tulipano 4

10 06 2010

Israele ancor si ostina
a sparare ai pacifisti
non si vada in Palestina
senza il timbro ed altri visti!!
Sono morti ingiustamente
Per portare un qualche aiuto
Ma la gente d’Occidente
Non comprende l’ accaduto!!
Cosa importa dei bambini
Che non credono nel cristo
E’ parola dei Rabbini
Nel vangelo un po’ rivisto!!

Di Gabriele Lanzi





Reggio non tace!! Di Angela Ebasta, Il Tulipano 4

10 06 2010

Grazie alla nascita di tante associazioni e movimenti la gente, anche qui a Reggio Calabria, sembra iniziare a prendere coscienza dei problemi che la circondano. Il Popolo Viola ha attecchito anche sul nostro territorio con numerose adesioni (oltre 800) di cittadini che manifestano un malcontento generale per la gestione “affaristica” della “Cosa Pubblica”. Abbiamo partecipato a tutte le iniziative promosse dal movimento nazionale (NBD, NMD, giornata a difesa della Costituzione, ecc.), cercando di spronare i nostri concittadini ad una partecipazione diretta e democratica alla vita del Paese nell’intento di costruire un progetto di rinnovamento comune e condiviso, invitandoli ad interessarsi in prima persona ai problemi, a scendere in piazza ed a partecipare ad incontri e dibattiti pubblici che, fortunatamente, iniziano a divenire sempre più frequenti. A questo proposito è importante segnalare un evento interessante promosso dal movimento “Reggio Non Tace” (http://www.reggionontace.it/sito/) , un gruppo costituito da semplici cittadini che, dopo il gravissimo attentato dinamitardo ai danni della Procura Generale di Reggio Calabria (3 gennaio 2010), hanno deciso di lottare contro l’oppressione della ‘ndrangheta e contro le sue molteplici complicità, coperture e connivenze. L’incontro avvenuto a Reggio Calabria il 3 giugno ha avuto per tema il “Rapporto tra ‘ndrangheta e politica”. Ospiti d’eccezione della serata l’onorevole Angela Napoli della commissione parlamentare antimafia e l’ex magistrato europarlamentare Luigi De Magistris, entrambi protagonisti nel recentissimo passato di scelte rischiose e coraggiose. Chiare le parole dell’Onorevole Napoli, che dopo aver ringraziato il movimento Reggionontace per il suo operato, ha tenuto a precisare che non è possibile “chiedere esclusivamente alle forze dell’ordine e alla magistratura di combattere contro il fenomeno mafioso. E’ necessario che la società civile, come in parte sta avvenendo a Reggio, esca dall’apatia e dall’assuefazione
Dello stesso avviso l’eurodeputato De Magistris che si dice preoccupato “perché da un punto di vista giudiziario si registra un arretramento nell’azione di contrasto alle collusioni tra ‘ndrangheta, politica e amministratori di soldi pubblici. Questa Giunta regionale, per il tipo di composizione, non potrà dare nessun concreto segnale di discontinuità sul piano della questione morale. Dobbiamo tenere alta la vigilanza democratica e impegnarci per migliorare giorno dopo giorno la classe dirigente della politica calabrese.” Per farlo, secondo l’ex magistrato, è necessario “che l’opinione pubblica sia informata dei fatti. Per questo è importante contrastare con forza la legge sulle intercettazioni che sta per essere approvata dal Parlamento perche va esattamente nella direzione opposta, cioè quella di impedire alla magistratura di indagare ed alla stampa di raccontare i fatti. I poteri forti temono un’opinione pubblica informata. E’ necessaria una rivoluzione pacifica, che segni una profonda rottura con il passato e determini posizioni chiare contro le cosiddette cricche e il malaffare diffuso nei settori della politica e della burocrazia”
Vorrei concludere questo articolo con un messaggio di speranza, tratto dal manifesto del movimento Reggio Non Tace,che  invito tutti voi a sottoscrivere (lo troverete a questo link: http://www.reggionontace.it/sito/il-progetto/manifesto-2.html), come abbiamo già fatto noi del Popolo Viola di Reggio Calabria (http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=158823624180&ref=ts).
“Basta con il falso quieto vivere che ci rende complici di chi prospera soffocando l’economia della città e taglieggiando gli onesti”; “Basta con la solitudine della brava gente inerme di fronte ad un nemico forte e subdolo”; “Basta con l’illegalità diffusa”. “Essere in tanti ci aiuta ad avere coraggio, ci rende più forti e meno vulnerabili; dà maggiore efficacia alle nostre azioni, ci restituisce la gioia della speranza, convinti che vincere si può”.





SIAMO TUTTI DENTRO UN POZZO – Kevin de Bois

10 06 2010

“Sono nato a Roma nella primavera del 1975. Il mio papà si chiama Ferdinando e la mia mamma Franca. Sono un bambino molto curioso. Mi piace tanto andare in giro con la mia bicicletta e giocare con i miei amici a nascondino. Da grande diventerò un esploratore perchè mi piace scoprire i segreti. Questa estate dopo la merenda ho preso la mia bicicletta e sono andato in giro senza dire niente a nessuno e ho fatto una bellissima scoperta : ho trovato un passaggio segreto. Era tardi e dovevo tornare a casa. Ma guardavo l’ingresso di quel pozzo e vedevo che non potevano entrarci i grandi: era fatto apposta per me. Ho appoggiato la mia bicicletta e le ho chiesto di fare la guardia. Volevo entrarci subito così potevo essere il primo a raccontarlo ai miei amici. Ho messo subito la testa dentro ma non riuscivo a vedere bene perché saranno state le 7 ed era tutto buio. Ho cercato di allungarmi per scoprire cosa c’era e ci sono cascato dentro. Era tanto grande e profondo lì dentro.  Cercavo di tornare indietro ma era uno scivolo fatto di fango. Non vedevo niente intorno, si sentiva solo il rumore dell’acqua. Forse avevo scoperto un fiume sottoterra ma non mi importava niente. Poi ho cercato di arrampicarmi ma non ci riuscivo e più salivo e più scendevo. Avevo tanta paura e ho cominciato a piangere tanto. Urlavo. Chiamavo un po’ la mamma e un po’ il mio papà per venirmi a salvare. Ma niente. Poi ho chiesto alla mia bicicletta di andarli a prendere e all’improvviso è arrivata anche tanta gente. Mi dicevano di prendere una corda ma io non la vedevo. E mentre la cercavo e mi muovevo scivolavo. Mi dicevano che c’era pure il presidente della repubblica Sandro Pertini e io mi sentivo importante ma mi sembrava solo una bugia. Poi il pozzo mi ha portato via con se e con i suoi segreti.” Era il 13 giugno del 1981 e io avevo la sua età. L’Italia per la prima volta rimase immobile davanti alle televisioni  per un evento mediatico senza precedenti. Quella stessa Italia che, questa settimana nel giorno della scomparsa di Alfredino Rampi e alla vigilia di Italia Paraguay, immemore, rimarrà inebriata e imperterrita davanti ai teleschermi. Questa stessa Italia che oggi si ritrova a scivolare nel fango gelido delle sue nefandezze ma che si esalta e sa auto compiacersi di una memoria ad mondialem, “rigorosamente” indossata solo in specifiche occasioni : quelle delle gloriose imprese nelle competizioni sportive.





PLUB-ELIMINARE L’USURA BANCARIA PER RISOLVERE LA CRISI di Domenico Bruni, Il Tulipano 4

10 06 2010

Ma cos’è questa crisi economica?Noi di PLUB l’abbiamo,con le nostre analisi,le nostre ricerche ed il nostro intuito,prevista ed anticipata nel nostro sito già da tempo. Evidenziavamo che grandi economisti preannunciavamo in rete – fortunatamente ancora isola di libero pensiero- il fallimento a catena di banche, e noi,sperimentatori e vittime sacrificali degli effetti devastanti dell’usura bancaria,non potevamo non concordare. La crisi c’è,ci sarà,e sarà ancora più forte e violenta. Nessuno si faccia illusioni. Non sarà solo un fatto economico che interesserà una fetta marginale di popolazione,ma sarà uno scontro dove tutto diventa lecito.Ma ritorniamo sulle cause,a noi chiarissime ma dai potenti occultate,delle vere ragioni della crisi. Iniziamo col chiarire che non è VERO che la crisi è dovuta dall’eccessivo indebitamento delle famiglie.

Tutte balle ,puttanate,sostenute dagli imbonitori della politica con la loro corte mediatica ed i loro lacchè;dai manager,capitani ,riteniamo falsamente ignoranti,nel caso, di matematica finanziaria e non solo,che dicono che tutto è ok e non c’è rischio quando,invece,la nave è già poggiata non sul fondo ma addirittura nella fossa. LA CRISI economica è DOVUTA ESCLUSIVAMENTE, solo e soltanto, alla perversa spirale di calcolo degli interessi che è consentita nel sistema capitalistico occidentale grazie all’ANATOCISMO e alla conseguente USURA BANCARIA,NON ALTRO .

La crisi è sistemica ,ciclica,solo OCCIDENTALE e non mondiale. E’ FORSE UN CASO CHE NEL MONDO ARABO,DUE MILIARDI di Persone, NON CI SIA CRISI E LE BANCHE PROSPERINO?.NO!Quelle banche non fanno affari,per statuto,con chi traffica in droga, pornografia,ecc o CON CHI PRATICA USURA,ovvero con tutte le banche e le assicurazioni del mondo occidentale. Non comprano ,per statuto,titoli finanziari di banche ed assicurazioni occidentali nella consapevolezza della pratica usuraria da essi esercitata. E’ incredibile ma è così;noi di PLUB ci sforziamo di veder affermata una verità:l’USURA BANCARIA,che è riconosciuta da almeno i due terzi della popolazione terrestre,cioè, dall’intero mondo arabo e musulmano. Per carità,con questo non vogliamo certamente escludere o non evidenziare che NELLA LOTTA ALL’USURA,IN OCCIDENTE, IL MONDO CATTOLICO E LE SUE TANTE ASSOCIAZIONI sono da sempre in prima fila ,ma ci sembra più che mai necessario ed opportuno,in questa crisi,evidenziare quali siano le realtà del pianeta in rapporto all’usura. Una funzione esponenziale con un tasso tra il 10-20% dopo un cinquantennio non può non scoppiare;nessuno al mondo può avere la forza di resistere ad un “FALSO DEBITO”,perché questa è la verità,costruito mediante l’usura. Ad eccezione della casta e delle loro strutture,sia di destra che di sinistra,e tranne qualche eccezione,com’è possibile resistere ad una funzione esponenziale?E’ inutile ricordare che per la casta gli stipendi base sono gli stessi sia che per chi sta all’opposizione che per chi sta al governo;che certamente loro non hanno problemi di conto in rosso;che Ezra Pound definì i politici camerieri dei banchieri. Chi ha la necessità di un prestito inevitabilmente diventa schiavo di un FALSO DEBITO che, benché costruito in spregio alle Legge è di fatto sostenuto nella sua fondatezza dall’intera classe politica. Avete mai visto qualche politico,di destra o sinistra, in questo periodo di gran crisi affrontare seriamente il problema per risolvere concretamente la realtà di chi soffre a causa dell’usura bancaria ?No,assolutamente no. Solo pannicelli caldi,pigliate per i fondelli, finalizzate ad imbonire,a calmare. Come mai nessuno ha fin qui smentito l’esempio da noi utilizzato per dimostrare l’usura bancaria, e cioè che un milione ad interessi composti,per cinquant’anni ed al 30%, produce circa 500 miliardi d’interessi mentre ad interessi semplici,e come prevede la Legge,produce appena 15 milioni ?Semplicemente perché il calcolo è esatto. Ma questa follia,assurdità,che sta minando,meglio dire ha minato nella fondamenta lo stato democratico e che chissà a breve dove ci porterà perché non viene fermata?perché quasi tutti i politici non colgono questa mostruosità che porterà il mondo all’apocalisse? DENARO!DIO DENARO,sterco del demonio.

Ma andiamo alla soluzione adottata in seguito al fallimento,di fatto, della totalità delle banche occidentali:la nazionalizzazione .Con tale soluzione l’usura delle imprese bancaria ,aziendale,intanto diventa Usura di Stato. E’il riconoscimento della bontà di un metodo di calcolo;della liceità e legalità di tale metodo da parte di chi ,oggi,rappresenta lo Stato:una minoranza di privilegiati che a discapito di una moltitudine di schiavi impediscono dall’alto,ormai,che qualcuno al di fuori della loro stretta cerchia possa subentrare al loro posto. E’notorio che tutto politicamente viene deciso da pochi individui e che il voto è diventato una pura formalità. Non dimentichiamo,infine,che l’usura attraverso le sanzioni,penali,more e cazzate simili che finiscono per penalizzare ulteriormente chi è nell’impossibilità di pagare ed a vantaggio dei soliti ricchi, viene praticata anche da istituti previdenziali ed assicurativi che non a caso risultano azionisti della società di riscossione. Viene da chiedersi:ma siamo ancora in una democrazia?Quali le conseguenze di questo consentito degrado?

Diceva Alexis de Tocqueville nel suo famoso saggio sulla rivoluzione che

quando non c’è più l’indignazione tutto diventa possibile;e noi ci chiediamo ma

esiste ancora la capacità d’indignarsi in una vittima d’usura bancaria? ;in chi

si vede rapinato dei frutti del proprio lavoro e dei sacrifici di generazioni

grazie al consentito anatocismo bancario?a chi è costretto ad assistere ,inerme ed impotente,all’utilizzazione per festini ,banchetti e baccanali delle risorse provenienti dai propri sacrifici e drenate attraverso l’usura bancaria?

a questa sorta d’esproprio forzato e totale dei propri averi grazie ad un

meccanismo ingannevole e truffaldino autorizzato e consentito dalla classe

politica nella sua totalità e nella sua omogeneità,meglio,falsa diversità?

Ma chi si vede bloccato e rapinato per aver contratto pochi debiti reali,e di

ciò ne ha o acquisisce consapevolezza ,può avere ancora la capacità d’

indignarsi?NOI crediamo di no. E non si faccia illusioni oggi chi sghignazza sulla sofferenza e su migliaia se non milioni di procedure esecutive artatamente costruite e scialacqua dei benefici di questi furti e rapine. Attenzione furbetti, che oggi a soffrire è la cosiddetta classe media ,che è il reale motore dell’economia,ed è ben consapevole dei meccanismi demoniaci utilizzati per indurre sofferenza e morte. Attenzione,che le colpe ricadranno sui figli diceva qualcuno.

Per convincersene,del resto,riportiamo sinteticamente un rapporto del

ministero della difesa inglese :”i ceti medi potrebbero trasformarsi in classe

rivoluzionaria, prendendo il posto che Marx aveva immaginato del proletariato. I

ceti medi di tutto il mondo, usando l’accesso al sapere, potrebbero unire

risorse e abilità per dare forma a processi transnazionali nell’interesse della

propria classe.” Fate a attenzione che siete VOI a vivere in un mondo effimero e d’illusioni completamente avulso dalla realtà come dimostra il crollo delle borse

contrariamente a quanto da voi detto ;come dimostra il facile cedimento della

più grande diga che potevate immaginare:la nazionalizzazione di tutte le banche

occidentali. Qualcuno dirà,ma qual è quindi la soluzione,esiste la soluzione reale capace d’allontanare spettri e ridare fiducia al paese ed al mondo?

Certo,e noi da tempo lo gridiamo e sosteniamo:annullare tutti i contratti che

prevedono anatocismo con tasso superiore al 4%,sospendere tutte le procedure

esecutive,cioè,liberare gli schiavi.

Ma è importante fare presto,molto presto,perché dopo non resterà che

pregare.

Domenico BRUNI Coordinatore PLUB (Partito Lotta Usura Bancaria)

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.plub.it%2F&h=420ab





Berlusconi is not my President di Valerio Barnaba ed Il Tulipano 4

10 06 2010

Deve aver dato proprio fastidio il presidio permanente del Popolo Viola di Firenze in piazza S. Maria Novella, che ha ribadito il NO dell’intero movimento alla legge Bavaglio. Talmente fastidio che in un primo momento si è provato a revocare le autorizzazioni da parte della questura  (ma il polverone sollevatosi e le reazioni immediate hanno spinto il questore a fare rapida marcia indietro) e poi ci si è messo anche Libero  attraverso il suo sito web,  definendo “offensivi” slogan  ben in vista al presidio come “Berlusconi is not my president” e riportando le dichiarazioni del PDL fiorentino,  chiaramente irritato per la mancata revoca del presidio.  Dichiarazioni che hanno bollato l’iniziativa viola come “indecorosa, fatiscente, maleducata” , condannando la decisione dell’Amministrazione comunale per aver rilasciato tali autorizzazioni e comunque ribadendo testualmente che “questo nostro intervento niente ha a che vedere con l’imbarazzo per avere a Firenze una rappresentanza del ‘Popolo viola’ che possa,  ipoteticamente,  scalfire l’immagine e la fiducia nell’attuale governo nazionale.  Anzi, benvengano gruppi del genere che con il loro atteggiamento brancaleonico non possono, casomai, che far aumentare i consensi verso il Pdl ed il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.”

Due considerazioni:  innanzi tutto  “Berlusconi is not my president”  non è un offesa,  direttore Belpietro,  ma è solo una semplice, per voi incomprensibile, ma per noi sacrosanta e convinta REALTà. Infine la seconda riflessione: se iniziative talmente “indecorose”  possono “casomai far aumentare i consensi verso il PDL”, perché opporsi  PRIMA e polemizzare talmente tanto DOPO, all’indomani del discutibile tentativo di revocare i permessi di cotanta “brancaleonica, fatiscente, maleducata” protesta?  Non sarà che forse dietro tutto questo “polemico” interesse e tali piccate dichiarazioni c’è invece la paura che il presidio fiorentino diventi un esempio di lotta anche in altre parti d’Italia?

Eh si, deve aver dato veramente tanto fastidio, il presidio di Firenze.





Senza tempo di Jessica Molinari Il Tulipano 4

10 06 2010

Non punto più la sveglia. Fino al mese scorso, per abitudine mi svegliavo ogni mattina alle 7. Ma ora non ha senso. Non so neppure che giorno sia oggi. So che è giovedì ma non so la data. I giorni passano così in fretta, sono tutti uguali, mi sveglio, faccio colazione e non vado a lavorare. Leggo il giornale, navigo nella rete sperando di vedere un annuncio per un lavoro. Mi preparo con carta e penna, telefono. Chiamo chi mi sembra serio, ma alla fine sono tutti uguali. Corsi di formazione a pagamento, call center, agente immobiliare, per vendere quali case poi non è dato sapere, tanto a meno a chi.

Non ho più la macchina, l’ho dovuta vendere perché non posso pagare l’assicurazione e sono tornato a vivere da mia madre. Lei cerca di confortarmi e di spingermi a dare il meglio di me. Ma con una laurea in filosofia, qualche lavoro qua e là, e poca esperienza, non trovo nulla. Lavoravo in un negozio come commesso. Ma ha chiuso, mi ha dato tempo un mese per cercare un altro lavoro, ma il tempo non è stato sufficiente. Guardo il Tg, sento i politici dire che non c’è la crisi, poi ritornare sui loro passi e dire che la crisi c’è ma non è grave come in altri Paesi, e infine affermare che la crisi è pesante ed internazionale. Poi mi domando per quale motivo, io, che lavoravo in un negozio sotto casa, ho perso il lavoro. Per quale motivo? Per colpa di quattro stronzi che a Wall Street hanno giocato con le nostre vite e si sono arricchiti? Hanno preso i bonus. Io non so neppure cosa siano i bonus, a me basterebbe un lavoro onesto, prendere qualche euro per vivere una vita dignitosa, eppure non riesco a trovare nulla. Ogni giorno passo all’agenzia interinale, ormai Michela mi conosce, mi saluta e ripete quotidianamente la stessa frase: “mi dispiace Luca nessuna novità”. Ci sono abituato. Dire che sono demoralizzato è poco, cerco di guardare al futuro, ma al momento non riesco a fare un progetto. Giulia vorrebbe vivere con me, io non ho neppure i soldi per regalarle una rosa. Ho il dente in fondo alla bocca che mi fa un male cane, ma non posso andare dal dentista, posso solo prendere l’ennesimo Aulin fino a quando il mio stomaco si incazzerà con me.

Oggi ho deciso di fare una cosa, ho pensato di aiutare qualcuno. C’è chi sta peggio di me, e voglio aiutarlo! Sono andato alla mensa dei poveri e ho lavorato, almeno mi sento utile. Tra i tanti volti scopro persone che fino a ieri prendevano l’autobus con me per andare a lavorare. Hanno una casa, ma non hanno i soldi per mangiare. Torno a casa, la casa di mia madre, e penso di trasferirmi all’estero, forse troverò un lavoro. Domani si vedrà. Domani è venerdì, per me è uguale a lunedì. Ogni giorno è domenica, ma non c’è niente da festeggiare.