Il Tulipano, 25 Ottobre

29 10 2010

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Il Tulipano n.16 del 25 ottobre

25 10 2010

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Buona lettura!

 

 

 

 

 





Il Diario del Ke’ – 25 ottobre 2010

25 10 2010

Il Tulipano, settimana 18 – 25 Ottobre 2010

Haiti
l’epidemia di colera partita dalle campagne e’ arrivata a contagiare questo fine settimana anche la capitale Port-au-Prince. Non e’ bastato il terremoto a gennaio con 250 mila vittime e un milione e mezzo di sfollati. Ad oggi i decessi del colera sono arrivati a 253 con migliaia di contagiati, e le organizzazioni umanitarie denunciano che non hanno le risorse sufficienti a far fronte alle emergenze.

Rifiuti in Campania

Guerriglie notturne, molotov, petardi, scontri fra manifestanti e polizia a Terzigno, agenti della polizia e carabinieri feriti. C’è chi teme l’arrivo dell’esercito in una zona già militarizzata. Le proposte del governo sembrano ancora una volta vaghe promesse di soluzioni temporanee per un’emergenza in realtà permanente.

Lodo Alfano

Lo scudo traballa, nuovi paletti dal Quirinale, proposte di emendamenti sulla reiterabiltà da Fli, minaccie di referendum da più parti e primi dietro front dal centrodestra. Silvio ha dichiarato che ne chiederà il ritiro, mentre per Bossi il premier e’ un perseguitato.

Congresso del Sel

a Firenze Vendola affronta diversi temi, precisa la posizione del suo partito sui temi lavoro, occupazione, ecologia, politica e alleanze, ma non strizza l’occhio a governi tecnici e tecnicismi. Forse e’ l’inizio di una Italia diversa.

Ke’ de Bois, Il Tulipano





LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA HITALIANA di Andrea Anzalone (Il Vignettificio)

25 10 2010

(… continua dalla puntata precedente)

Art.6| The Republic defend with special rules the linguistic minorities.

Art.7| Lo Stato e la Mafia sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e liberi di spillare il denaro a chi vogliono.

I loro rapporti sono disciplinati da patti che regolano gli affari di convenienza reciproca.

Le modifiche di tali patti richiedono il consenso della Chiesa.

Art.8| Tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge, nei limiti dell’art.3, comma 1.

Lo Stato promuove la religione obbligando quotidianamente i cittadini, buoni cristiani e non, a fare i miracoli per sopravvivere.

I rapporti con le minoranze religiose sono regolati per legge sulla base di interessi reciproci; non sono ammessi ribaltoni contro la maggioranza dei cattolici con l’eventuale instaurarsi momentaneo di messe di tecnici atei.

Art.9| La Repubblica se ne infischia altamente di promuovere lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela sia il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione sia la salubrità dell’aria delle città impegnandosi ad assegnare gli appalti solamente a chi in cambio prometta di cospargere con unguenti profumati le proprie scarpe od eventualmente convinca qualcuno a tale gesto, specialmente se usa giorno e notte gli scarponi da ginnastica.

Art.10| L’ordinamento giuridico hitaliano si conforma agli statuti delle aziende multinazionali generalmente riconosciute.

Il diritto di speculazione finanziaria dei capitali stranieri è regolato dalla legge della giungl… ehm… no, volevo dire… dall’angelica dottrina liberista, in conformità alla comoda per tutti cronica mancanza di norme e trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle disparità democratiche garantite dalla Costituzione hitaliana, ha diritto d’asilo, secondo le condizioni stabilita dalla legge.

Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati finanziari, perché non esistono i reati finanziari: o si è fessi o si è geni creativi, mai delinquenti.

Art.11| L’Hitalia ripudia la guerra come strumento di offesa verso altri popoli, preferendo forme più economiche quali la pernacchia, accompagnata da frasi del tipo “non ti lecco più il culo come un tempo, così impari!”; consente, in condizioni di sudditanza con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri il libero commercio e la vendita di armi fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art.12| La bandiera della Repubblica è il tricolore hitaliano: rosso, bianco e verde, a tre bande verticali di eguali dimensioni; se qualche stilista dovesse proporre nuovi colori autunno-inverno, primavera-estate sarà tenuto in considerazione, dopo il pagamento di un’opportuna tangente.

( … CONTINUA … purtroppo …)





RIFIUTATI SPECIALI di Ilenia Rauso

25 10 2010

A colloquio con Raffaele De Falco (PD), Consigliere Comunale Boscoreale.

Ieri, domenica 24 ottobre, abbiamo avuto una conversazione telefonica con RAFFAELE DE FALCO, un consigliere PD del Comune di BOSCOREALE, uno dei paesi vesuviani che in queste ore stanno lottando con tutte le forze per difendersi non da UNA  bensì da DUE discariche di rifiuti, all’interno del PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO, patrimonio dell’Unesco.

L’idea era di fare un’intervista con domande e risposte, ma è praticamente impossibile:  Raffaele, senza voce e sfinito, è davvero una valanga, parla a raffica, e vuole farmi capire in che situazione incredibile si stanno ritrovando i cittadini, gli enti locali, le associazioni spontanee come quella delle “mamme vulcaniche”.

“Queste persone si sono svegliate un bel giorno con una PUZZA incredibile entrare nelle proprie case e quella puzza è stato forse il male “minore” ma di certo lo stimolo per uscire per strada e protestare. Una conseguenza enorme se si pensa che molte delle persone che presidiano il luogo della discarica, la “rotonda” dove ci si riunisce, non ha magari MAI manifestato per altre cose nella propria vita”.

La gente dei paesi vesuviani è stanca, non ce la fa più e non si fida più di nessuno. Il tavolo di lavoro con Bertolaso, i 4 sindaci di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno, il Presidente della Regione Caldoro e il Presidente della Provincia Cesaro ha portato soltanto al congelamento, per pochissimi giorni, della CAVA VITIELLO a Terzigno, il sito che dovrebbe in teoria rimanere sempre aperto per affiancare la CAVA SARI, mal gestita in tutti questi anni dall’Asìa, che ultimamente, a nome dell’amministratore delegato Daniele Fortini, rimbalza le responsabilità su Provincia e Regione, fautori di azzardate scelte sulla quantità e qualità degli smaltimenti.

Dice Raffaele : “Questa ipotesi è assolutamente inutile! Per pochi giorni la spazzatura di Napoli e provincia prende la strada di Avellino, Caserta, Benevento, nonostante la  legge sulla Provincializzazione dei Rifiuti che prevede che ogni provincia smaltisca nel proprio territorio la propria spazzatura”. Inoltre Bertolaso apre pure “il sogno di un tavolo tecnico tra cittadini, enti locali, Regione, Provincia per capire cosa bisogna fare per migliorare le fasi dello smaltimento, una sorta di falsa collaborazione, un contentino vero e proprio, per togliere responsabilità al Governo”.  Parlare ad un tavolo è una vera bufala, dato che, per esempio, “la zona degli sversamenti è zona militare, e là dove i cittadini vorrebbero monitorare e controllare, non ci si può neanche avvicinare!”. Un’altra favola con cui si vuole depistare il vero problema è quella dell’ inceneritore di Acerra, che “dovrebbe risolvere le emergenze, secondo Bertolaso. Questo sistema è decisamente in crisi anche solo quando vengono bruciate 300 o 400 tonnellate di spazzatura, figuriamoci  1.300/1.500 come vorrebbe farci credere il Governo del fare!  La terza linea dell’inceneritore praticamente non esiste, la seconda linea è perennemente in manutenzione, e la prima linea ha costanti problemi per il fatto che inserendo al suo interno ogni tipo più disparato di materiale, le temperature necessarie a bruciare devono sempre essere al massimo, causando disagi inverosimili alla popolazione che vive nei dintorni. E se i cittadini si lamentano con un inceneritore che procede a basso ritmo, cosa succederà quando dovesse funzionare ad alte prestazioni come vorrebbe Bertolaso?”.

L’intento del Governo e della Protezione Civile, che usano la forza delle Polizie per allontanare i cittadini è proprio questo: arrivare al punto di normalizzare la situazione, convincere le persone a tornarsene a casa, ad abbandonare il presidio: “ormai la giornata è scandita, per tutti, dall’orario in cui viene raggiunta la “rotonda” e si sta tutti insieme per far sentire la nostra voce e la nostra rabbia, fino a tarda notte. È incredibile quanto la nostra protesta, da subito pacifica, civile, sia rimbalzata nei media soltanto quando è stato dato fuoco ad un furgone. E dov’erano prima i giornalisti? Spero che almeno qualcuno parlerà della manifestazione di stamattina a Boscoreale, con più di 10.000 cittadini in corteo, un popolo civile che vuole solo la sua dignità, che non vuole attirare l’attenzione spettacolarizzando la propria protesta”.  Intervengo e interrompo Raffaele per ricordargli di come certo giornalismo ha bollato i manifestanti: “terroristi”, “violenti”, “drogati”. E lui mi risponde con un sospiro: “l’esasperazione ha raggiunto livelli altissimi ed è normale che persone meno concilianti di altre vogliano inserirsi per sbloccare la situzione. La gente ci sta rimettendo la salute, e davanti alle ennesime promesse di “miracoli” le reazioni cambiano e si scaldano. E il disonore di vedere trattato in questo modo il Parco del Vesuvio con la sua biodiversità assomiglia proprio ad una presa in giro ed è privo di senso logico! Purtroppo questa zona ha avuto la sfortuna di raccogliere al suo interno una buca naturale di 50 ettari, profonda quasi 20 metri, che ha fatto evidentemente gola a quanti ne hanno visto un’ipotesi per lucrare e fare soldi  almeno per i prossimi 10-20 anni! Una cosa  tengo a sottolineare: in questa lotta e tra la gente, la Camorra non c’è. Per la Camorra i rifiuti sono un business, la Camorra VUOLE più discariche possibili, mentre i cittadini ne chiedono il blocco! Voglio dirti una cosa: il Procuratore della Repubblica Giovandomenico Lepore, qualche giorno fa, per aver detto che è proprio interesse dei camorristi tenere aperte le discariche, si è sentito persino criticare da alcuni Deputati del Partito dell’Amore!”.

E la raccolta differenziata? Raffaele è molto chiaro a riguardo, e si scalda ancora di più: “Ci sono molti interessi politici dietro la raccolta differenziata, era stato deciso (Legge 90 del 2008) che i Comuni che non avessero almeno il 25%  -entro dicembre 2009 – della propria spazzatura nel differenziato, avrebbero dovuto subire lo scioglimento: perchè i comuni del napoletano non sono stati sciolti? Perchè l’emergenza a Napoli deve essere sempre all’ordine del giorno come una cosa ordinaria? Perchè la politica si permette di vivere sulla pelle dei cittadini? Perchè i cittadini vengono tenuti all’oscuro sull’origine dei rifiuti sversati nelle discariche? Perchè non possono sapere perchè a molta gente è venuta la febbre?”.

Pare quasi che non ci siano risposte a queste domande. Ma i cittadini della zona vesuviana hanno le idee chiare su cosa i politici debbano fare: “chiediamo che la Cava Vitiello non solo venga congelata per sempre, ma venga proprio eliminata dalla Legge 90 del 2008, che prevede la presenza della cava tra i siti da destinare a discarica. Se il Governo vuole attuare in una settimana la Riforma della Giustizia, dovrebbe essere uno scherzo fare una modifica ad una legge, no? Ed inoltre, sarebbe da accantonare per sempre la Legge sulla Provincializzazione dei Rifiuti: nella provincia di Napoli è impossibile trovare un sito per le discariche che sia lontano dai centri abitati! La densità di popolazione è altissima, a differenza delle altre città della Campania. Soltanto il rispetto di questi due punti può migliorare la situazione: la raccolta differenziata è fondamentale, le discariche e gli inceneritori non servirebbero affatto se si tutelasse maggiormente la differenziazione dei rifiuti”.

Intanto “speriamo che i 4 sindaci dei comuni vesuviani rimangano fermi sul fatto che nessuno vuole la Cava Vitiello, nel frattempo la gente non starà a guardare e continuerà a lottare comunque: è importante, fondamentale, diffondere la nostra battaglia, mantenere alta la guardia, sperare di poter aver presto certezze … stiamo morendo lentamente, e il silenzio non ci aiuta”.





DIFFERENZIARE\DIFFAMARE di Roberta Lemma

25 10 2010

Ecco il protocollo di Intesa che Bertolaso, su incarico di Berlusconi, ha presentato, sabato 23 ottobre, ai sindaci vesuviani chiedendogli la firma.
LE PARTI CONCORDANO LA SEGUENTE INTESA:
1. sospensione dei conferimenti in cava Sari dalla data odierna per 3 giorni onde consentire la copertura con terreno adeguato, nonché l’avvio di prelievi tecnici necessari per gli accertamenti di natura sanitaria e ambientali disposti dalle istituzioni; alle attività di prelievo dei campioni ed all’analisi dei risultati partecipano tecnici individuati dagli enti locali interessati;
2. successivamente a detta sospensione, in attesa degli esiti degli accertamenti di cui sopra potranno conferire in cava sari i comuni dell’area vesuviana (zona rossa), fino ad esaurimento della stessa, tranne che in situazioni di accertata criticità;
3. relativamente a cava Vitello ogni determinazione circa l’apertura è sospesa a tempo indeterminato, per conseguire ottimali condizioni di compatibilità ambientale e sanitaria del contesto, nell’ottica della migliore tutela della salute e dell’ambiente;
4. contestualmente è consentita la partecipazione degli enti locali interessati e dei rappresentati dei cittadini ad un tavolo tecnico con le istituzioni, per la formulazione di proposte utili alle attività istruttorie e propedeutiche alla definizione del piano rifiuti;
5. ci si impegna ad avviare in consiglio regionale un approfondimento sul piano rifiuti, compresa la definizione degli ambiti;
6. si sospendono con effetto immediato tutte le manifestazioni di protesta anche allo scopo di consentire la corretta attuazione delle misure sopra previste.

E’ evidente che questo documento non soltanto è stato preparato in tutta fretta, ma, ha come scopo, quello di allontanare al più presto l’attenzione dell’opinione pubblica da Terzigno; troppo clamore. Infatti nel punto numero sei, come fosse una condizione, si chiede l’immediata sospensione di ogni forma di protesta. In meno di tre giorni sulla faccenda si è schierata a favore dei vesuviani l’Unione Europea, giudicando inadeguato il duo Bertolaso, Berlusconi, il Presidente della Repubblica Napolitano e il Papa. Senza contare la stragrande maggioranza degli italiani che si dice solidale con il popolo vesuviano.

Veniamo ai punti espressi dal governo:

Punto uno, il governo italiano si dice pronto a sospendere per 3 giorni gli sversamenti su Terzigno a garantire la copertura degli attuali cumuli di rifiuti con terreno e che gli enti locali potranno interrogare esperti esterni per una relazione tecnica sullo stato ambientale del luogo incriminato. Tale relazione tecnica esiste già, Prot. Int. n. 315 del 30/03/2010, delle dottoresse Rossella Barile e Paola Conti, inviato all’Ente Parco ma mai preso in considerazione. Le due dottoresse dichiarano al di là di ogni ragionevole dubbio l’urgenza di intervenire con ” adeguati interventi ” nella Cava Sari considerata a grave rischio inquinamento. Le due dottoresse riportano alcune anomalie nella struttura della discarica e di certificazione del tutto assente come ” l’impermeabilizzazione, a normativa europea, della discarica, la valutazione impatto ambientale e il certificato di raccolta del percolato ”.

Nel punto due il governo si impegna a far sversare nella cava Sari i soli comuni vesuviani, tranne durante o in caso di emergenza regionale. Per questo Terzigno si ritrova una discarica chiusa e mai bonificata riaperta, cava Sari, per un decreto di emergenza. Chi garantisce ai vesuviani che, finita la protesta, calato il sipario, il decreto emergenza, considerato lo stato miserevole dei rifiuti in Campania, non sia dietro l’angolo? Senza considerare il collasso che l’intera provincia napoletana si è ritrovata a vivere a causa dei blocchi di questi giorni a Terzigno e il decreto urgente di Caldoro in questi giorni definiti caldi: ecco le due conferme che a Napoli la gestione dei rifiuti è stata tutta un disastro e che l’emergenza non è affatto finita. Come può quindi il governo garantire che soltanto i comuni vesuviani sverseranno a Terzigno se altre alternative, a Terzigno non esistono?

Il punto tre ”congela Cava Vitiello” non per sempre, solo fino all’accertamento dello stato di criticità ambientale. Cava Vitiello è il proseguo di Cava Sari, per queste due cave vale la relazione tecnica delle due dottoresse di cui sopra.

Al punto quattro il governo ripropone l’istituzione di un tavolo tecnico, negli ultimi due anni e ancora prima durante l’emergenza rifiuti in Campania, 1994\2010, ne sono stati istituiti innumerevoli, tutti con esito negativo.

Nel punto cinque il governo dichiara di voler approfondire l’argomento rifiuti e anche l’ambito di competenza, in realtà il governo ben due anni fa si impegnava con l’Italia e la UE a istituire un ciclo integrato dei rifiuti e individuare come ambito di competenza le province. Entrambe fallite miseramente. Al momento a Napoli si “differenziano” ogni anno 24 mila tonnellate di frazione organica (come, ad esempio, gli scarti alimentari) che sono trasferite fuori regione, al costo di 160mila euro a tonnellata. Chi ci guadagna?

Il punto sei è il più oltraggioso, ed è dove il governo chiede la sospensione immediata di ogni protesta. Semmai, qualcuno dovrebbe ricordare al governo italiano che lo stesso governa in democrazia e non sotto dittatura. Nessuno, nemmeno i sindaci o il presidente della Repubblica o del Consiglio può ”ordinare” lo stop alle proteste pacifiche.
Le Monde” intanto pubblica dichiarazioni gravissime rilasciate da Bertolaso: ”Normalmente i napoletani sono sporchi”.

Ricordiamo sempre ai cittadini italiani ed europei che, non soltanto i vesuviani fanno la differenziata porta a porta e che a Napoli-città invece mancano strutture adeguate ad effettuare per bene la differenziata, ma, l’osannata inciviltà dei napoletani per gli imprenditori dello STATO Italiano è la scusa perfetta, l’ombra dietro la quale sversare gratuitamente i rifiuti delle loro aziende, fabbriche e cliniche. I vesuviani differenziano, loro investono nella diffamazione.





RIFIUTIAMOLI di Giovanni Ugo

25 10 2010

Siamo nell’era dei manganelli. E cosa potevano usare, se non quelli, i poliziotti che ieri notte hanno preso a manganellate, oltre che i manifestanti (tra l’altro formati da una grossa maggioranza totalmente pacifica) anche i giornalisti che urlavano di essere lì solo per lavoro?

Cosa potevano fare? Cosa potevano fare i cittadini per farsi ascoltare da uno Stato che li ha abbandonati? Peggio, uno Stato che li aveva e vuole continuare a sommergerli di rifiuti e di veleni?

A Terzigno, certo, dai manifestanti sono stati distrutti 2 camion e incendiati altri 5, sono state fatte sassaiole contro la polizia e si sono lanciati petardi. Ma a Terzigno, certo, il Governo del Belpaese vuole costruire un’altra discarica,  a Cava Vitiello, che oltre all’inutilità e allo schifo che porterebbe, addirittura avrebbe conseguenze su una falda acquifera importante, “inquinata e fortemente compromessa”, secondo i dati del settore ambientale della Provincia di Napoli e dell’Asia (l’azienda che si occupa dei rifiuti in questa provincia). Vedere gli enormi gabbiani volteggiare nel cielo, vedere le vigne giallastre e morenti fa provare una stretta al cuore. “Era un terra così bella…” sussurra il gestore di un locale che sta per chiudere, “con un grazie di cuore a Bertolaso e Berlusconi”

San Tamaro, Chiaiano, Santa Maria la Fossa, Sant’Arcangelo Trimonte, Savignano Irpino, Salerno, Serre, Acerra, Terzigno e ora Cava Vitiello. Le uniche soluzioni che il governo Berlusconi e la Protezione Civile di Bertolaso sono riusciti a trovare per l’emergenza dei rifiuti che attanaglia la Campania non sono state altro che nuove discariche e nuovi inceneritori. Tutti inaugurati in pompa magna e tutti mal funzionanti. Tutti abbandonati e fuori norma. Tutti tossici, velenosi e malsani. Tutti organizzati in modo da favorire il business del traffico dei rifiuti della camorra.

“Lo Stato ci ha abbandonato. Chi ci protegge? I nostri figli non vogliono morire, vogliono vivere” urla un cittadino pacifico dalle strade illuminate dai razzi di Terzigno. Pacifico, ma disperato.

Sono bravi loro, quando in giacca e cravatta declamano le proprie gesta, sono bravi, quando promettono a vanvera, sono bravi, quando raccolgono, equipaggiati di tutto punto, guanti e protezioni, una cartaccia dal centro di Napoli, sorridendo alle telecamere.

Poi le telecamere si spengono. E tolto l’occhio dal campo visivo ristretto dell’obiettivo, si vede tutto intorno: rifiuti, sacchetti, bidoni stracolmi. Tolta la molletta al naso si sente il puzzo della monnezza e l’odore acre dei rifiuti bruciati, diossina, la chiamano. Guardando intorno si vede la gente disperata che guarda i rifiuti con indifferenza, con distaccato dolore, ormai rassegnata a vivere e far vivere i propri figli nella spazzzatura.

Dal 13 maggio 2008 in “soli 58 giorni” il Governo Berlusconi aveva risolto (aveva detto di aver risolto) l’emergenza rifiuti in Campania. Berlusconi stesso aveva raccolto qualche immondizia da terra, col sorriso smagliante. Ora siamo ancora più veloci, l’emergenza sarà risolta in “solo 10 giorni”.

Però, ottimista questo premier.